Che fine hanno fatto gli ex-parlamentari del M5S?

Dove sono andati a finire quei parlamentari del M5S, circa quaranta, che per motivi vari sono espulsi dal partito o si sono allontanati di propria volontà, in aperta polemica con Grillo e gli “ortodossi” del Movimento? Molti si sono accasati in altri partiti, altri orbitano nel gruppo Misto, altri ancora vivacchiano in attesa della fine della legislatura. Vediamoli tutti.

Vi ricordate di Marino Mastrangeli? Fu il primo parlamentare espulso dopo meno di due mesi dalle elezioni (nonostante i suoi ben 64 voti che gli valsero la carica a senatore della Repubblica) perché intervenuto a trasmissioni televisive quali Pomeriggio 5, l’Arena e L’Aria che Tira. Allora vigeva il diktat di Grillo di non comparire sul piccolo schermo [“La televisione è morta!” cit.], ora invece vediamo grillini in ogni trasmissione. Se ci fosse giustizia sarebbe reinserito immediatamente, invece l’ex-poliziotto in pensione con un assegno di invalidità da 900 euro dall’età di 40 anni, rimane nel Gruppo Misto. A Palazzo Madama è un fantasma: 314esimo su 315 per indice di produttività, zero atti di cui è primo firmatario, il suo ultimo tweet è del maggio 2013.

Sarebbe stato naturale per molti di loro fondare un partito che li riunisse tutti, e invece Alternativa Libera, complice il suo attendismo, ne ha lasciati scappare un bel po’. AL ha indetto il suo congresso fondativo solo questo marzo dopo circa due anni dalla creazione del gruppo parlamentare, eleggendo Massimo Artini come presidente-portavoce. Hanno aderito i deputati Marco Baldassarre, Tancredi Turco, Eleonora Bechis e Samuele Segoni. La sua alleanza naturale sarebbe quella con Federico Pizzarotti che al momento rimane auto-confinato in quel di Parma, nonostante non nasconda più di tanto le sue voluttà di un profilo nazionale. AL strizza fortemente l’occhio a sinistra e, come dichiarato dallo stesso Baldassarre, “ci ripresenteremo alle prossime elezioni, ma siamo disponibili a metterci in discussione qualora incontrassimo progetti in linea con la nostra carta valoriale e i temi che ci accomunano. Su questo stabiliremo eventuali alleanze.”

Caso a parte quello di Tommaso Currò, eletto in Sicilia 2 alla Camera, che ha abbandonato di sua volontà i grillini nel dicembre del 2014. “Con il 25% dei consensi – urlò in Aula – dovevamo contribuire a risolvere i problemi del Paese e a rendere l’Italia più competitiva nello scenario internazionale. Invece, nonostante il dissenso interno, abbiamo giocato alla delegittimazione e alla distruzione, senza alcuna forma di rispetto e di responsabilità”. Il suo intervento venne accompagnato dagli applausi del Pd e dagli sfottò dei pentestallati. Pochi mesi dopo entra nel Partito Democratico per porsi sotto l’ala del sottosegretario Davide Faraone. Punta alla rielezione sotto le insegne dem portando la sua azione politica nel collegio di Milazzo (ME) di cui è originario. Nel Pd assieme a lui sono confluiti Gessica Rostellato, Paola PinnaAlessio Tacconi e Sebastiano Barbanti.

Molto attivo anche Walter Rizzetto, veneto classe 1975, che nel marzo 2016 ha ufficializzato il suo ingresso in Fratelli d’Italia dopo mesi di collaborazione con il partito di Giorgia Meloni. Si occupa di lavoro ed è membro della XI commissione della Camera, si ripresenterà alle politiche con Fratelli d’Italia. Sempre nel centrodestra si è appena trasferita Vincenza Labriola dopo mesi di permanenza nel Misto. Quarantenne di Taranto, ha aderito a Forza Italia con queste dichiarazione sul suo profilo Facebook: “Ho aderito al Gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati per dare ulteriore impulso alle battaglie di civiltà che dall’inizio della legislatura conduco per la mia Taranto”.

C’è chi dal M5S è passato addirittura al “contestatissimo” gruppo di Denis Verdini, è il caso di Adele Gambaro che ha aderito ad Ala, mentre Serenella Fucksia si è appena iscritto al gruppo di Federazione e Libertà di Quagliariello di cui è anche diventata vice-presidente. Sempre al centro si è trasferita Fabiola Anitori ora in forza agli alfaniani, mentre Mara Mucci e Ivan Catalano si sono registrati presso Civici e Innovatori.

A sinistra troviamo Adriano Zaccagnini ora in MdP insieme ai senatori Francesco Campanella Lorenzo Battista. Rimangono tuttora nel Misto i parlamentari Lorenzo BattistaLuis Alberto Orellana, Fabrizio Bocchino, Giuseppe Vacciano, Cristina De Pietro, Ivana Simeoni, Francesco Molinari e Maria Mussini, Laura Bignami, Alessandra Bencini e Maurizio Romani, Monica Casaletto, Paola De Pin e il contestatissimo anti-vaccinista Bartolomeo Pepe.

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