Partecipate bis, entrato in vigore l’ultimo decreto della riforma della P.A. Le novità

La riforma delle società partecipate sarà avviata dal 30 settembre 2017. Almeno cinque mila aziende regionali, locali e nazionali, partecipate dalla Pubbliche amministrazione, saranno messe sotto esame. Il decreto Partecipate bis, a firma della ministra Marianna Madia l’ultimo del grande pacchetto di riforma della P.A., è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entra in vigore a partire da oggi. Per poter vedere i primi effetti si dovrà attendere il 2018. Secondo il nuovo calendario dei tagli, modificato con il decreto, le Pa avranno tempo fino a fine settembre per poter scrivere il piano di razionalizzazione delle società in rosso, quelle troppo piccole o inutili. Queste entro i dodici mesi successivi, (settembre 2018), dovranno essere chiuse. Nel mirino, in particolare, le mini-società, che spesso sono state al centro di sprechi e inefficienze del sistema pubblico. L’ultimo decreto alleggerisce la stretta prevista con la riforma del 2016, rivedendo alcuni obblighi e scadenze.

Ma vediamo le novità:

  • FATTURATO MINIMO Dopo la sentenza della Corte costituzionale, che ha dichiarato l’incostituzionalità della procedura di approvazione utilizzata per alcuni decreti, gli enti locali hanno fatto valere il loro peso negoziale e ottenuto il dimezzamento del limite minimo di fatturato. Per i primi tre anni, infatti, il tetto passa da un milione di euro (previsto dal primo decreto di riforma del 2016) a 500mila euro. In questo modo, probabilmente si salveranno circa mille società;
  • POTERI A GOVERNATORI C’è poi la norma che dà più potere ai presidenti di Regione per salvare le proprie spa. Una norma che permette ai governatori di escludere dal rischio di liquidazione le loro aziende, con una deroga locale – contestata dal Consiglio di Stato – a regole nazionali;
  • ADDIO AMMINISTRATORE UNICO Tra i passaggi della riforma che sono stati alleggeriti con il secondo decreto Madia, c’è quello che riguarda la composizione del Consigli di amministrazione. salta con il correttivo l’obbligo dell’amministratore unico, al quale con le nuove regole si potrà facilmente derogare, mantenendo i vecchi cda da 3 o 5 membri;
  • SALVA SALE DA GIOCO E FIERE Il decreto Madia esclude anche altre società dalla stretta. Si va dalle partecipazioni nelle fiere a quelle nelle aziende che producono energie rinnovabili, le sale giochi pubbliche che non sono in rosso, le aziende agricole didattiche e le start up delle università;
  • STIPENDI DEI MANAGER Dopo il passaggio alle Camere e in Conferenza Stato-Regioni, il Governo è riuscito a ridurre del 20 per cento le risorse destinate ai Cda. Rimane però in stand by l’abbassamento dei tetti retributivi (che dovranno passare da tre a cinque): sulle soglie che deciderà il Tesoro dovranno avere voce in capitolo anche le Regioni;
  • COMUNI SPA Tra le novità arrivate negli ultimi mesi c’è quella cosiddetta dei “comuni spa”. Una norma, chiesta dagli enti territoriali, permette alle società controllate di partecipare a gare in tutto il territorio nazionale a patto di aver ottenuto con gara anche i servizi già in cantiere;
  • GLI STATUTI Entro la fine di luglio le società pubbliche dovranno adeguare i loro statuti.

 

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