Severo monito di Gentiloni all’Ue sulla questione migranti

Manifesta, e rivendica, l’orgoglio per un Paese che non si tira indietro e risponde “in modo esemplare, con coesione”. Invita a spazzare il  campo dalla “rassegnazione” perchè nella lotta alla fame e alle altre crisi che stanno dietro le ondate migratorie non si può cedere ma, anzi, rinnovare gli sforzi, e riempirli di contenuti. Paolo Gentiloni, però, rinnova anche dalla tribuna della Fao un severo monito all’Ue.

L’Italia intera è mobilitata nell’accoglienza dei migranti e chiede condivisione in questa opera, necessaria se l’Europa vuole mantenere fede ai propri principi, storia e civilità“, dice il presidente del Consiglio nell’aprire, come cerimoniale vuole, la 40esima Conferenza dell’organizzazione Onu.

Ma, avverte anche l’inquilino di Palazzo Chigi, questa condivisione è anche “necessaria all’Italia per evitare che la situazione divenga insostenibile e alimenti reazioni ostili in un tessuto sociale che, fino a ora, ha reagito in modo esemplare, con coesione“. Un allarme che tiene conto dello spirito con il quale il Paese affronta arrivi e permanenze, ma che non perde di vista il possibile punto di caduta di un’emergenza troppo a lungo lasciata solo su un lembo del continente.

Lo sguardo torna allora a spostarsi al vertice italo-franco-tedesco per osservare che quella messa in campo dall’Italia in ambito Ue per l’accoglienza ai migranti è un’iniziativa che “ha prodotto dei primi risultati” e il presidente del Consiglio auspica allora che questi “generino effetti concreti“. Vero è che i segnali che giungono da Bruxelles dicono che nella riunione settimanale, in programma domani, la Commissione discuterà si’ della situazione dei migranti in Italia e proporrà una più rapida messa in opera delle decisioni assunte per ridurre i flussi nella rotta del Mediterraneo centrale e che tali temi dovrebbero rappresentare la base delle discussioni tra i ministri dell’Interno nel loro incontro informale di giovedì a Tallinn, tuttavia la Commissione non presenterà nuove iniziative o proposte.

Il problema non è nuovo, e le soluzioni non sono tutte nuove“, ha spiegato una portavoce. “Non ci saranno delle nuove proposte legislative” perchè, secondo la Commissione, ciò che è necessario è un’accelerazione di quanto era stato gia’ concordato. Resta agli atti quella attestazione di orgoglio da parte di Gentiloni per “la straordinaria umanità  che tanti italiani continuano a dimostrare“, poco prima di chiudere la mattinata con un breve colloquio con il Segretario di Stato vaticano, Parolin, insieme al quale il presidente del Consiglio lascia la sala della plenaria per poi trattenersi a parlare appena varcata la soglia del palazzo Fao.

Ascolta l’intervento del Primo Ministro italiano

Otto Fiori

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