Costituita l’Unione Nazionale Vittime, la presentazione in Senato

In Italia viene uccisa una donna ogni due giorni. Violenze domestiche, stupri, omicidi, sono purtroppo in costante aumento. Per fornire un aiuto concreto e un’assistenza psicologica a chi subisce queste violenze, si è costituita l’associazione Unavi, Unione Nazionale Vittime.

Stamattina, in una sala del Senato, è stata ospitata la conferenza stampa di presentazione dell’associazione che si batte per la tutela delle vittime di reati violenti intenzionali e riunisce i loro parenti aiutandoli ad affrontare la delicata e dolorosa situazione. Un’associazione slegata dai partiti e dalla politica con il solo obiettivo di far valere i diritti delle vittime e avvicinare loro le istituzioni. Fin troppo spesso, nel nostro Paese, le vittime si sentono tali due volte: abbandonate dallo Stato e lasciate sole dalle Istituzioni.

Alcuni e importanti provvedimenti, in questo ambito, sono stati introdotti. Come il disegno di legge sullo stalking approvato dalla Camera nel 2009. Ma la strada da percorrere è ancora lunga. Dal 2004 infatti, esiste una direttiva europea che garantisce anche una tutela risarcitoria per le vittime. senato 2Il Fondo vittime reati intenzionali violenti. Mancano però i regolamenti attuativi.

Attualmente, se una donna viene sfigurata dall’acido, per riappropriarsi del proprio aspetto, dovrà provvedere economicamente da sola a tutti gli interventi chirurgici. E questo è solo un esempio.

Ci sono norme ancora troppe farraginose che andrebbero snellite” ha affermato il senatore di Forza Italia Lucio Malan durante l’incontro. Paradossalmente, troppe volte, gli aguzzini ricevono tutele maggiori rispetto alle vittime. La testimonianza di quanto riporta il deputato del M5s Claudio Cominardi è una delle tante dimostrazioni esistenti:

La mamma di una cara amica è ancora in attesa di giustizia. Conoscevo una donna che è stata assassinata dal suo compagno. L’uomo, nonostante sia stato condannato a 30 anni di reclusione, è attualmente libero in Tunisia. Eppure c’è un mandato di cattura internazionale“.

Manca la certezza della pena. Nella Sala Caduti di Nassiriya, Onorevoli e Senatori di tutti gli schieramenti politici, intervenuti nel corso della conferenza stampa, si sono ritrovati tutti concordi su questo punto:

Lo Stato deve tutelare e trovare il modo per avvicinarsi concretamente alle vittime dando loro il coraggio di rivolgersi alle istituzioni denunciando gli abusi subiti.

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