Alla Camera il primo progetto europeo contro le discriminazioni sessuali e di genere

Aics_logo1Il dato: oltre metà della popolazione Lgbti in Europa evita di esprimere apertamente il proprio orientamento sessuale in determinati luoghi per timore di discriminazioni; nel 42% dei casi, in circoli e club sportivi. Con Outsport: ricerca sul fenomeno, manuale di formazione anti-omofobia  e campagne di sensibilizzazione.

Una ricerca europea sul fenomeno dell’omofobia nello sport, un manuale di formazione contro i comportamenti discriminatori e sessisti nello sport e per l’organizzazione di eventi sportivi che siano attenti al tema, e campagne di sensibilizzazione anti-omofobia. Ecco in cosa consiste il progetto europeo Outsport – Innovative and educational approaches to prevent violence and tackle discrimination in sport  based on sexual orientation and gender identity cofinanziato dalla Commissione Europea con il programma Erasmus plus, e promosso da AICS, Associazione Italiana Cultura Sport, primo ente di promozione sociale e sportiva ad aver attivato al suo interno un Dipartimento Lgbti (denominato Gaycs).

Outsport, progetto di contrasto all’omo-transfobia nello sport e attraverso lo sport, è stato presentato oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati alla presenza dei referenti europei degli enti coinvolti: avrà una durata di 3 anni (fino al dicembre 2019) e coinvolge in tutto cinque Paesi europei (Italia, Scozia, Germania, Austria e Ungheria), tra università ed enti di promozione sportiva.

Secondo la Fundamental Rights Agency of the European Union, oltre metà della popolazione Lgbti in Europa evita di esprimere apertamente il proprio orientamento sessuale in determinati luoghi. Nel 42% dei casi si tratta di circoli e club sportivi.

«L’omo-transfobia non è solo violenza, ma riguarda linguaggi, attitudini e comportamenti molto diffusi in grado di colpire tutte e tutti, perché fondati su pregiudizi sessisti e di genere – spiega Rosario Coco, coordinatore del progetto per Aics -. Per questo, Outsport si occuperà innanzitutto della misura del fenomeno realizzando la prima ricerca a livello europeo su omofobia e trans fobia nello sport, a cura della German Sport University di Colonia, e svilupperà quindi strumenti di intervento e comunicazione mirati. Tra i principali obiettivi vi è la formazione di formatori e formatrici che operano nel mondo dello sport. Uno dei principali risultati sarà la realizzazione di un manuale operativo realizzato nelle differenti lingue del progetto, per allenatori, enti e federazioni sportive».

Verrà poi realizzata una campagna di comunicazione di livello europeo, per trasmettere ai più giovani il valore dello sport come luogo privilegiato di inclusione e incontro delle differenze attraverso la realizzazione di un sito web costantemente aggiornato con le iniziative del progetto, un’app, una piattaforma social e un servizio di helpdesk. Fanno parte della campagna di comunicazione anche l’inno ufficiale, la canzone Play Out & Proud interpretata dall’italiana Cecile, e lo spot di sensibilizzazione, presentato anch’esso oggi alla Camera.

«Lo sport è luogo di aggregazione privilegiato, ciò non significa sia però immune dalle malattie sociali che toccano ambiti diversi, come appunto l’omofobia – commenta l’onorevole Bruno Molea, presidente nazionale di AICS -. Per questo, vista la sensibilità che da tempo AICS dimostra nella lotta alle discriminazioni di ogni tipo, abbiamo promosso questo progetto in Europa: perché è bene impegnarsi per formare i nostri tecnici, i nostri volontari e allenatori contro ogni tipo di discriminazione e perché è bene sensibilizzare tutti, a partire dai più giovani, a comportamenti anti-discriminatori. Farlo coinvolgendo più Paesi in Europa è in linea con la grande forza sociale dello sport: quella di veicolo di pace, dialogo, condivisione e cooperazione internazionale».

Outsport prende il via proprio da Roma: appuntamento domani 7 luglio alle 21.30 al Gay Village per l’evento di apertura. Il prossimo appuntamento internazionale sarà invece a Vienna nel 2018, mentre quello di chiusura è previsto a Budapest nel 2019.

 

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