Cosa prevede la legge contro la propaganda fascista – Scheda

Questa settimana la Camera ha iniziato la discussione sulla proposta di legge 3243, presentata da Emanuele Fiano (PD) volto ad introdurre nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista.

L’articolo unico del provvedimento all’esame dell’Assemblea introduce nel codice penale, tra i delitti contro la personalità interna dello Stato, l’art. 293-bis, che punisce con la reclusione da 6 mesi a 2 anni – salvo che il fatto costituisca più grave reato – la propaganda del regime fascista e nazifascista.

Le condotte penalmente rilevanti sono individuate:

  • nella propaganda di immagini o contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie, anche solo mediante la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti a tali partiti o ideologie;
  • nel richiamare pubblicamente la simbologia o la gestualità del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco ovvero delle relative ideologie.

Costituisce aggravante del delitto la propaganda del regime fascista e nazifascista commessa attraverso strumenti telematici o informatici. L’aggravante riguarda quindi sia i siti Internet con contenuti di propaganda delle ideologie fasciste e nazifasciste sia il merchandising online dei gadgets e degli altri beni chiaramente riferiti al partito e all’ideologia fascista o nazifascista.

Una legge che vuole estendere e completare la legge Scelba del giugno 1952, n. 645 che introdusse il reato di apologia del fascismo. La legge Scelba infatti “sanziona chiunque promuova od organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.” Il testo dunque vieta la possibilità di ricostituirsi di un qualunque partito di ispirazione fascista, mentre la proposta di Fiano vuole impedirne anche la propaganda in ogni sua forma.

Secondo Emanuele Fiano “è necessario aggiungere dei paletti per punire in modo puntuale comportamenti individuali devianti, così come accaduto a Chioggia nelle scorse ore. Punire l’apologia fascista e la propaganda attiva non è liberticida, così come affermato la scorsa settimana dal Movimento 5 Stelle alla commissione Affari costituzionali a proposito del ddl Fiano. Il fascismo è un’ideologia non tollerabile in un Paese moderno, democratico e civile. Il fascismo non è un’opinione, il fascismo è reato. Ed è tale dal 1952.”

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