Fascismo, bufera dopo frase Corsaro su Fiano. Lui: Nessun antisemitismo

19895059_1478612308825538_8031442063791847788_nUna frase insultante sui social contro il deputato del Pd autore della proposta di legge contro l’apologia di fascismo ed è subito bufera. E’ Massimo Corsaro, deputato del gruppo di Raffaele Fitto, il protagonista decisamente in negativo: commentando una foto di Emanuele Fiano su Facebook scrive: “Che poi, le sopracciglia le porta così per coprire i segni della circoncisione“. La ‘denuncia’ del caso arriva dallo stesso esponente dem: “Questo commento è di un deputato della Repubblica italiana. Gruppo Fitto. Si io sono circonciso ed ebreo. Orgogliosamente. Massimo Corsaro invece esprime oggi il peggio dell’antisemitismo di stampo fascista con questo post. Mi dispiace per mio padre e per tutti quelli che per via della circoncisione sono stati torturati, massacrati o uccisi. Mi dispiace che la mia battaglia culturale non sia stata abbastanza forte contro tutti questi. Non mi farete tacere”.

Il segretario Pd Matteo Renzi subito attacca: “Chi insulta Emanuele Fiano per la sua religione, insulta ciascuno di noi. Corsaro si dimetta, se sa cos’è la dignità” e lancia l’hashtag #iostoconlele. A fargli eco la presidente della Camera Laura Boldrini: “Da Corsaro vergognose parole a sfondo antisemita tanto più inaccettabili perché dette da un parlamentare #iostoconlele”. Parole di sostegno arrivano anche dalla ministra Anna Finocchiaro, dai dem Ermini e Verini, ma anche dal centrodestra. Per Annagrazia Calabria(FI) gli “attacchi personali sono segno di svilimento della politica, solidarietà”, mentre Fabrizio Cicchitto(Ap) si dice “esterrefatto per la battuta totalmente inaccettabile di Corsaro. Esistono dei limiti invalicabili”.

A questo punto il vituperato Corsaro decide di chiarire con una nota: “Sono tristemente dispiaciuto, benché non sorpreso, che sia nata la solita orchestrata speculazione riguardo il mio “post” sul collega Fiano”. Poi il parlamentare di Direzione Italia: “Non vi é è non vi può essere alcuna forma né volontà di antisemitismo, o peggio ancora di coinvolgimento della comunità ebraica in un attacco esclusivo, circoscritto alla figura del deputato piddino che – lui si – maggiore rispetto dovrebbe portare alla storia da cui proviene, evitando di immiserirla in quotidiane speculazioni ad uso personale”. La chiusura forse è infelice: “Ho piuttosto inteso, con un linguaggio “forte” come – purtroppo o per fortuna – si usa sui “social”, ed usando una sua fotografia, dargli del “testa di c…”.

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