L’attività di policy making dell’Agcom: analisi della relazione annuale

di Rocco Orefice

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha presentato ieri a Montecitorio la propria relazione annuale 2017, in riferimento al 2016. Si vuole qui descrivere e analizzare, pertanto, l’attività di policy making svolta dall’Agcom nei confronti dei decision makers, con uno sguardo ad alcuni obiettivi raggiunti.

L’Agcom ha interloquito spesso, infatti, con i decisori pubblici, partecipando a diverse audizioni durante i lavori delle Commissioni di Camera e Senato su temi di interesse rilevante per il settore delle comunicazioni e lo sviluppo del Paese al fine di “indirizzare, semplificare ed aggiornare i sistemi normativi, in tutti i settori di competenza”.

Presidente RA_500_382Come si può leggere nell’introduzione del report, le azioni svolte dall’Autorità nel 2016 sono state caratterizzate “da un’attenta attività di verifica sull’efficacia degli interventi nei diversi settori di competenza e dall’individuazione, nei casi richiesti, in un’ottica di continuo miglioramento della qualità della regolazione, di iniziative sempre più al passo con il contesto di riferimento”. Il lavoro svolto si è ispirato, da un lato, ad un approccio definito ciclico “che privilegia, cioè, una visione complessiva e unitaria dell’attività regolatoria”, dall’altro ai principi di efficienza, efficacia e trasparenza dell’azione amministrativa. È bene ricordare, infatti, che tale authority ha il compito di intervenire per garantire la concorrenza e tutelare il pluralismo, l’efficiente allocazione delle risorse scarse, la parità di accesso ai mezzi di informazione, la promozione della legalità nella fruizione di opere digitali e la tutela dell’utenza e delle categorie deboli.

Proprio attraverso la propria azione nei confronti dei decisori pubblici, l’Agcom ha potuto raggiungere molteplici obiettivi. In particolare, nel settore delle telecomunicazioni – al fine di definire una regolamentazione pro-concorrenziale – l’Autorità “ha completato il quadro regolamentare per le reti fisse e mobili, definendo altresì le condizioni attuative degli obblighi regolamentari imposti nel precedente periodo di riferimento”, ad esempio per la rete fissa ha disciplinato le condizioni attuative dell’obbligo di non discriminazione imposto a Telecom Italia nell’ambito dell’analisi dei mercati dell’accesso. Per ciò che concerne l’attività di vigilanza del settore dei servizi postali, l’Autorità ha adottato alcuni provvedimenti che – seguendo quanto previsto dalla Legge di stabilità – sono volti al contenimento della spesa pubblica, monitorando la qualità del servizio universale e riesaminando le previsioni in materia di accesso alla rete e all’infrastruttura postale di Poste Italiane. Anche in riferimento allo sviluppo dell’Agenda Digitale italiana, l’AGCOM ha consolidato il proprio ruolo, supportando il decisore pubblico nell’attività di regolamentazione, in particolare “predisponendo le Linee guida per la definizione delle condizioni di accesso wholesale alle reti a banda ultra-larga destinatarie di contributi pubblici e rendendo disponibile online, la mappatura di tutte le reti di accesso a Internet sul territorio nazionale”.

Passando ora all’uso efficiente di risorse scarse, l’Autorità è intervenuta per la definizione delle politiche per lo spettro radio sia in ambito nazionale che internazionale, ciò al fine di garantire un uso efficiente delle risorse frequenziali. L’AGCOM partecipa attivamente, infatti, ai lavori dei due principali organismi dell’Unione europea: il Comitato Radio Spettro e il Gruppo per la politica dello spettro radio.

Per la tutela del pluralismo – al fine, in particolare, di verificare che non si costituiscano posizioni dominanti nel Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) e nei mercati che lo compongono e che siano rispettati i c.d. “limiti anti-concentrativi” – l’Agcom ha analizzato e poi individuato “i mercati rilevanti ai fini della tutela del pluralismo, anche alla luce del diffondersi di modalità innovative di produzione, distribuzione e fruizione dei contenuti audiovisivi su Internet”.

Il quadro normativo è stato ulteriormente arricchito con diversi provvedimenti, come ad esempio l’adozione di “un atto di indirizzo con il quale l’Autorità ha inteso richiamare i fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici ad assicurare il più rigoroso rispetto dei principi fondamentali sanciti a garanzia degli utenti, avuto specifico riguardo ai soggetti a rischio di discriminazione” o anche “l’indagine conoscitiva sui sistemi di rilevazione degli indici di ascolto, al fine di acquisire utili elementi per il miglioramento delle metodologie di formazione degli indici di ascolto”.

Molteplici misure, inoltre, si sono inspirate alla tutela e promozione degli interessi dei consumatori, avendo uno sguardo particolare sui più deboli. Tali misure sono state adottate, infatti, per garantire la trasparenza tariffaria, la fornitura del servizio universale e l’accessibilità dei servizi agli utenti disabili, per monitorare il mercato con riferimento agli aspetti contrattuali e alle pratiche commerciali, nonché per migliorare gli strumenti a disposizione dell’utente per la verifica della qualità dei servizi resi e una efficace autotutela. Più in dettaglio, diversi provvedimenti di diffida sono stati emanati per scongiurare condotte pregiudizievoli e comportamenti lesivi per i consumatori, così come “è stata garantita anche la repressione delle violazioni della normativa di settore quando l’opera di prevenzione non è stata sufficiente”. Sempre nell’ottica della tutela degli utenti –  in particolare dei minori –  l’Autorità ha deciso di aggiornare il “Libro Bianco Media e Minori”, per rispondere alle nuove emergenze normative e regolatorie derivanti dal consumo dei media digitali.

Attraverso una pluralità di interventi, tra loro coordinati, l’Agcom ha lavorato inoltre per garantire la trasparenza dell’azione amministrativa e il miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza della stessa, in particolare, cercando di prevenire fenomeni di corruzione, ispirandosi alle innovazioni legislative intervenute nel tempo in questa materia: “sono state avviate, infatti, le attività di revisione del Regolamento Trasparenza, ed è stato adottato un nuovo Programma per la trasparenza e l’integrità per il triennio 2017-2019”. Al fine ancora di combattere la corruzione, l’authority è intervenuta per “coordinare il vigente Piano triennale di prevenzione della corruzione al nuovo Programma triennale per la trasparenza e l’integrità”. Allo scopo poi di migliorare la tracciabilità degli atti interni e garantire la loro validità “è stato adottato un sistema di gestione unificata di tutta la posta interna ed esterna dell’amministrazione attraverso l’utilizzo di un unico sistema di protocollo”, in modo da raggiungere gli obiettivi di informatizzazione dei processi gestionali e di digitalizzazione e dematerializzazione dei flussi documentali.

Non si possono non segnalare, inoltre, l’adozione di strumenti di better regulation come AIR (Analisi di impatto della regolazione), VIR (Verifica di impatto regolatorio) e MOA (Misurazione degli oneri amministrativi), nonché il fitto dialogo con la comunità finanziaria nazionale ed internazionale, con la fornitura di dati e la divulgazione di focus e report, al fine di fornire informazioni sui mercati di competenza dell’Autorità.

Infine, l’Agcom ha agito per consolidare il proprio ruolo anche nel sistema internazionale, intervenendo soprattutto in ambito europeo per la disciplina dei mercati di sua competenza. Nello specifico, infatti, la propria azione di policy making si è concretizzata quando la Commissione europea ha avviato una serie di processi legislativi sia nelle comunicazioni elettroniche, sia nei servizi di media audiovisivi, così come in materia di servizi postali transfrontalieri. Anche all’interno dei numerosi organismi internazionali cui prende parte, lAgcom ha proseguito il suo impegno “sia mediante il consueto apporto dei propri esperti all’interno dei forum dei regolatori, sia mediante l’assolvimento di compiti di coordinamento di gruppi di lavoro e l’assunzione di incarichi di governance”.

Dall’analisi del rapporto (qui la versione completa e qui la sintesi) e degli indicatori utilizzati, emerge quindi una generale tenuta dell’assetto concorrenziale, nonché una discreta adeguatezza dell’attività di vigilanza e di regolamentazione da parte dell’Agcom, in riferimento soprattutto al pluralismo e alla tutela dei consumatori, tenuto conto del fatto che l’Autorità osserva in maniera costante l’evoluzione dei prezzi al consumo dei settori di propria competenza, che rappresentano “una misura del benessere del consumatore il cui miglioramento è atteso dall’avanzare dei processi di apertura alla concorrenza”.

 

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