Lavoro, Melilla (Mdp): “Governo capisca che età pensionabile va abbassata, non aumentata”

Il Governo ha fatto circolare una stima finanziaria della proposta di blocco dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile che nel 2019 salirebbe a 67 anni. La spesa per evitarlo secondo la Ragioneria, cioè il MEF sarebbe di 1 miliardo e 200 milioni. La soglia di 66 anni e 7 mesi e dal 2019 di 67 anni per la pensione di vecchiaia non ha eguali in Europa ed è uno schiaffo alla salute e alla vita dei lavoratori, e contemporaneamente ai giovani disoccupati che non riescono così a trovare un lavoro.

La situazione è sconcertante perché autorevoli fonti , tra cui due ex Ministri del Lavoro come Damiano e Sacconi, hanno parlato apertamente di stime finanziarie infondate e volutamente eccessive. Siamo in presenza di un uso gravemente strumentale della stima degli oneri finanziari per superare una normativa così ingiusta e penalizzante. Nel giro di alcuni anni l’età pensionabile arriverà vicino ai 70 anni, con il risultato che in molti arriveranno alla pensione malati e sfiancati dal lavoro.

Già ora nel pubblico impiego abbiamo una media anagrafica superiore ai 50 anni, che non riferimenti in nessun Paese europeo. E i giovani aspettano invano di poter sostituire i loro genitori, ormai anche nonni. Si sta scherzando col fuoco sequestrando la vita dei lavoratori italiani. Il Governo deve capire che l’età pensionabile va abbassata e non aumentata. E la smetta di usare i conti in modo terroristico e antipopolare.” Così in una nota il deputato Gianni Melilla, componente della Commissione Bilancio, della Giunta del Regolamento e dell‘Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati.

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