Lobbying: da Cultura Democratica una proposta di legge per garantire trasparenza

Lo scorso 14 luglio, presso l’Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, si è svolto l’evento conclusivo del progetto Generazione Italia, promosso dalla Fondazione Cultura Democratica. Il progetto – inaugurato lo scorso 7 aprile – ha coinvolto circa 2000 giovani provenienti dal mondo della ricerca, delle imprese, del terzo settore e delle professioni e ha permesso loro di entrare in contatto con deputati, senatori, docenti universitari, esperti di comunicazione e professionisti di diversi settori, al fine di confrontarsi ed elaborare delle proposte di innovazione legislativa come contributo delle nuove generazioni al percorso di riforme del Paese.

I partecipanti all’evento conclusivo hanno presentato 25 proposte di legge alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi, del Vicepresidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, del Vicepresidente della Camera dei Deputati, Roberto Giachetti, dell’On. Matteo Richetti, del Sen. Luigi Zanda e del Sen. Mauro Del Barba.

Tra queste proposte di legge, vi è anche quella in materia di Affari Istituzionali e Lobbying, settore che in Italia registra da sempre la mancanza di una chiara e trasparente normativa nazionale, dovuta – stando all’opinione degli esperti – all’instabilità dei governi e alla presenza di culture politiche ostili all’economia di mercato. Questa proposta di legge mira, invece, a promuovere la cultura della trasparenza nella rappresentanza degli interessi e considera i rappresentanti di interessi particolari come soggetti fondamentali per garantire ai decisori pubblici una migliore conoscenza della materia oggetto di intervento. Difatti, la regolamentazione del settore non rappresenta solo un efficace mezzo per il contrasto della corruzione, ma anche un essenziale strumento per garantire la concreta efficacia delle politiche pubbliche, assicurando la partecipazione della società civile ai processi decisionali.

Al fine di fornire un testo non equivoco e garantire una sua corretta applicazione, viene evidenziata la differenza tra portatori e rappresentanti di interessi particolari: i primi sono i soggetti esercenti – anche nell’ambito o per conto di organizzazioni senza scopo di lucro – attività  di  rappresentanza  di  interessi particolari, mentre i secondi sono i soggetti  che – su  incarico  dei  portatori – esercitano un’attività rivolta a rappresentare interessi socialmente legittimati, anche di natura non economica, al fine di incidere ed orientare i processi decisionali pubblici in atto, ovvero di avviare nuovi processi decisionali pubblici.

Si propone, inoltre, di affidare all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) i compiti, tra gli altri, di controllo degli obblighi e dei doveri introdotti dal testo di legge, di garantire e tutelare la partecipazione dei portatori di interessi particolari ai processi decisionali e alle consultazioni, la pubblicazione dei dati e delle relazioni annuali ricevute dai portatori di interessi.

Con tale legge si provvede ad istituire – presso l’AGCM – il registro obbligatorio dei rappresentanti degli interessi particolari. Si è ammessi all’iscrizione se in possesso di particolari requisiti e comunicando alcuni dati, tra i quali gli interessi particolari o le categorie di interessi che si intendono rappresentare e i potenziali destinatari dell’attività di lobbying, le risorse economiche di cui si dispone o si pensa di disporre, nonché le risorse umane a disposizione per la propria attività. L’iscrizione al registro comporta necessariamente anche l’assunzione di obblighi, come la trasmissione all’Autorità, entro il mese successivo, di una relazione sintetica delle attività svolte nel mese precedente, la quale viene pubblicata sul sito internet della stessa e contiene: l’elenco delle attività di rappresentanza poste in essere e verso quali decisori pubblici, un resoconto sommario dei principali temi affrontati, l’elenco delle risorse economiche impiegate ed i modi in cui sono state impiegate.

Gli iscritti al Registro hanno diritto di presentare ai decisori pubblici proposte, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi, memorie scritte e documenti e qualsiasi altra comunicazione relativa al legittimo interesse rappresentato, partecipare alle consultazioni e acquisire documenti relativi a processi decisionali, partecipare alle attività di analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR) e di verifica dell’impatto della regolamentazione (VIR), riguardanti gli atti normativi del Governo, compresi gli  atti adottati dai singoli ministri, i provvedimenti interministeriali e i disegni di legge di iniziativa  governativa.

Specifici obblighi sono previsti, inoltre, anche in capo ai decisori pubblici, tra cui quello di garantire l’accesso – a chiunque ne faccia richiesta – ai documenti e alle comunicazioni quando pertinenti con l’oggetto dei processi decisionali pubblici in atto.

Infine, affinché tale testo di legge sia effettivo, è previsto anche un sistema di enforcement. Per chi non si uniformerà alla nuova regolazione, violando le disposizioni normative, è stabilito infatti un regime sanzionatorio: una sanzione pecuniaria da euro 10.000 ad euro 100.000 per coloro i quali svolgono l’attività di rappresentanza di interessi in assenza di iscrizione al Registro. Sarà sanzionabile inoltre – a seconda della gravità della condotta, mediante ammonizione, censura, sospensione fino ad un anno, o cancellazione – anche il mancato rispetto delle modalità di partecipazione alle consultazioni e il mancato o incompleto invio della relazione.

In conclusione, la proposta di legge elaborata dai giovani di Generazione Italia, pone le basi per incentivare la buona lobby, necessaria in una democrazia complessa e pluralista come quella contemporanea, poiché con l’attuale crisi dei partiti e della loro capacità di mediazione, le soluzioni tradizionali per regolare il rapporto tra rappresentanza generale ed interessi particolari non sono più sufficienti.

Rocco Orefice

 

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