Strage Bologna, Giovanardi “tuona” su carte segrete

Ricorre oggi il 37° anniversario di quella che è ricordata come la “strage di Bologna”, il più grave atto terroristico (85 vittime, oltre 200 feriti) avvenuto in Italia nel secondo dopoguerra, da molti indicato come uno degli ultimi atti della strategia della tensione. Ancora oggi, a distanza di molto tempo, si cerca di fare chiarezza su molti aspetti di quell’avvenimento così tragico. In tutta Italia, i parenti delle vittime dell’attentato, oltre la commemorazione, sono stati animati dalla contestazione, ed anche contro la magistratura. Tra i tanti episodi si registra anche la “fuga” di alcuni familiari degli sfortunati mentre era in programma – al Comune di Bologna – la commemorazione ufficiale tenuta dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti come rappresentante del Governo.

Proprio nell’anniversario della strage di Bologna e sulle controversie ad essa legate, tramite una nota stampa, è intervenuto il senatore Carlo Giovanardi che ha affermato:

Il 6 agosto 1980, da pochi mesi eletto consigliere regionale dell’Emilia Romagna, fui diretto testimone degli insulti e degli atti di disprezzo di cui furono bersaglio Bettino Craxi e Francesco Cossiga in una Piazza Maggiore mobilitata dall’allora partito comunista, che aveva già deciso politicamente che colpevole della strage del 2 agosto era la destra eversiva con la complicità del Governo“.

37 anni dopo a Bologna si ripete ossessivamente questo copione mentre gli italiani non possono conoscere le carte dei nostri servizi segreti a Beirut ancora secretate,

giovanardida cui si ricavano decisivi elementi sul ruolo dei palestinesi filo libici e dei loro alleati terroristi europei nella storia di Italia, riferiti proprio al periodo in cui esplosero il DC9 ad Ustica il 27 giugno e la stazione di Bologna il 2 di agosto“.

E’ una vergogna – continua Giovanardi – che l’audizione dello scorso 26 giugno in Commissione di inchiesta Moro del capo palestinese Abu Sharif abbia dovuto essere secretata proprio su questi temi, mentre in piazza, in films e sceneggiati vari si continuano a sfornare veri e propri depistaggi costruiti, come ha scritto la Cassazione penale in riferimento a Ustica, su “ipotesi da fantascienza“.

Tutti i gruppi parlamentari del Senato hanno recentemente chiesto di rendere pubblici gli atti che con i colleghi Gasparri e Di Biagio abbiamo potuto consultare ma non divulgare: i messaggi dei vertici istituzionali sono sempre meno credibili se non si pone rimedio a questa situazione indegna di un paese democratico“, conclude il senatore Idea Popolo e libertà.

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