Bce: Pil eurozona accelera, ma servono ancora Qe e riforme

di Lorenzo Allegrini

La crescita nell’eurozona è ormai “robusta” e “generalizzata”, ma all’economia servono ancora stimoli. La Banca centrale europea ribadisce la forward guidance emersa nell’ultima riunione di politica monetaria di fine luglio, che ha suggerito al consiglio direttivo prudenza anche perché resta ancora troppo debole l’inflazione di fondo, ovvero al netto di beni energetici e alimentari. Il presidente della Bce, Mario Draghi, aveva avvisato che se ci saranno dei segnali su una riduzione del programma di acquisti di titoli di Stato, arriveranno a settembre, quando gli economisti dell’Eurotower aggiornano le previsioni su crescita e prezzi. “Le informazioni acquisite, e in particolare i risultati delle indagini congiunturali, continuano a segnalare una crescita robusta e generalizzata nell’area dell’euro nel breve periodo“, scrive la Bce nel Bollettino economico di agosto, resta “la necessità di un grado molto elevato di accomodamento monetario” con il quantitative easing fino a quando non si riscontrerà “un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione“, ‘sotto ma vicino al 2 per cento’. Anche perché, precisa la Bce, il combinato di tassi di interesse ai minimi storici e degli acquisti di asset al ritmo di 60 miliardi di euro al mese, almeno fino a dicembre 2017, “sta sostenendo la domanda interna e ha facilitato il processo di riduzione della leva finanziaria“.

Eurostat ha reso noti ieri i dati sul Pil dell’eurozona, che ha accelerato al +0,6% trimestrale nel secondo quarto dell’anno. Rispetto al secondo trimestre del 2016, la crescita segna addirittura un salto del 2,1 per cento. L’eurozona accelera e i rischi sulla ripresa “rimangono sostanzialmente bilanciati”, con da un lato la possibilità di una ripresa “più vigorosa” delle attese e dall’altro “fattori globali” che potrebbero frenarla. Tuttavia l’istituto custode dell’euro sottolinea che “le prospettive di crescita economica continuano a essere frenate dalla lenta attuazione delle riforme strutturali, in particolare nei mercati dei beni e servizi, e dalla necessità di effettuare ulteriori aggiustamenti di bilancio in numerosi settori, nonostante i miglioramenti in atto“.

Insomma, i governi non hanno spazio per alcun compiacimento sul lato delle riforme e del controllo dei conti. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha parlato oggi della manovra d’autunno in un’intervista al Sole 24 Ore. Il titolare del ministero di via XX Settembre è stato chiaro sul fatto che “le risorse restano molto limitate, e vanno concentrate su occupazione e giovani“. Padoan intende trovare coperture di carattere strutturale per “incentivi, sotto forma di riduzione del carico fiscale e contributivo”, che devono essere “permanenti” per “far entrare i giovani con la prospettiva di un lavoro stabile, che permetta di pensare a un mutuo o a metter su famiglia“.

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