Eurozona. Cosa ha detto Draghi in Commissione Econ?

Tra i fattori che continuano a frenare la ripresa dell’inflazione a livelli inferiori ma vicini al 2 per cento nell’Eurozona c’è anche la grande diffusione di “contratti di lavoro temporanei”, che produce una pressione al ribasso sui salari. Lo ha spiegato il presidente della Bce Mario Draghi, in audizione davanti alla commissione Econ dell’Europarlamento. La dinamica dei salari “piuttosto debole”, ha detto Draghi, è uno dei principali “fattori sottostanti” che spiegano la debolezza persistente dell’inflazione nell’Eurozona, pur in presenza di una ripresa economica “robusta”. La dinamica dei salari, ha continuato, “è stata più debole in questa fase del ciclo economico di quanto non sarebbe stata in altre condizioni, e questo ha a che fare con il funzionamento del mercato del lavoro”.

L’Eurozona, ha ricordato il presidente della Bce, viene da una lunga crisi, da “un periodo prolungato di fiacchezza del mercato del lavoro, che è una eredità del passato. La disoccupazione è probabilmente più elevata di quanto non dicano i dati ufficiali: molte persone hanno contratti di lavoro temporanei”, si trovano cioè in “una situazione che non li porta a chiedere uno stipendio più alto“.

Inoltre, ha aggiunto Draghi, la diffusione dei contratti temporanei fa sì che “la strategia dei sindacati non sia orientata a chiedere salari più elevati”, quanto piuttosto “alla stabilità dell’occupazione”. Inoltre, “nei negoziati sindacali si guarda all’indietro”, alle dinamiche recenti dell’inflazione, pertanto i sindacati “chiedono aumenti nominali dei salari inferiori rispetto a quanto avrebbero chiesto” in altre condizioni. C’è poi, ha proseguito, anche la “bassa produttività, che abbastanza uniforme in vari settori, un po’ meno in quelli meno protetti, come quelli che producono beni per l’esportazione. Tutti questi fattori producono una dinamica fiacca dei salari”. “Confidiamo che le condizioni dell’economia, alla fine, consentiranno di archiviare questa fiacchezza del mercato del lavoro, ma dobbiamo essere pazienti e dobbiamo essere tenaci. E non possiamo permetterci mosse affrettate, dobbiamo essere prudenti“, ha poi concluso Draghi.

 

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