Camera, ok a promozioni start up culturali e creative. No del M5s: “Non prevede spese”

Arriva una legge per la promozione delle start up culturali e creative. L’Aula della Camera ha approvato, mandandola al Senato, la proposta di legge in favore delle imprese che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali, intesi come beni, servizi e opere dell’ingegno legati alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei, nonchè al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati. Per lo svolgimento delle loro attività, le imprese culturali e creative possono chiedere la concessione di beni demaniali dismessi, con particolare riferimento a caserme e scuole militari inutilizzate, non utilizzabili per altre finalità istituzionali. I beni sono concessi per un periodo non inferiore a 10 anni, a un canone mensile non superiore a 150 euro, con oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria a carico del concessionario. Per le medesime finalità, tra i beni immobili individuati possono essere inseriti anche i beni confiscati alla criminalità organizzata. Le opposizioni, tranne Forza Italia che ha votato a favore, si sono astenute sul testo, contestando il fatto che non preveda spese: “E’ l’ennesima occasione mancata“, ha detto Chiara Di Benedetto di M5S. Il Pd invece, con Anna Ascani, parla di riconoscimento di un settore cruciale dell’economia italiana: “Tanto cruciale – spiega – che rappresenta circa il 6 per cento del pil del nostro paese. Se si allarga il campo a considerare tutta la filiera culturale, arriviamo a un ordine di grandezza del 15 per cento circa del pil. Con questa legge, quindi, si riconosce la titolarita’ sotto un denominatore comune a un vasto insieme di lavori e professionalità che abbiano per oggetto sociale esclusivo o prevalente l’ideazione la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di cultura. Un passo importante, quindi, che confido sia approvato rapidamente anche dal Senato“.

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