Pensioni: M5S vuole la proroga di ‘opzione donna’, “conviene pure allo Stato”

“Vanno promossi e rafforzati tutti i percorsi di pensionamento anticipato che consentano di aggirare i folli vincoli della Fornero. Tra questi c’è la cosiddetta ‘Opzione donna‘, che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e ben 35 di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo che è comunque penalizzante sul fronte dell’assegno, con una perdita secca del 25-30 per cento”.

Il MoVimento 5 Stelle chiede al governo di prorogare la misura sperimentale, utilizzando le risorse non sfruttate o comunque rifinanziando il provvedimento. I portavoce del M5s hanno presentato in tal senso una nuova interrogazione in materia al ministro Poletti, a prima firma Ciprini.

La sperimentazione – spiegano i deputati – si era chiusa a fine 2015 e si era deciso di includere solo 4mila lavoratrici nate nel quarto trimestre degli anni 57′ e 58′ che erano rimaste fuori per effetto dell’incremento dell’aspettativa di vita. Ma una nota dell’Inps prevede l’accesso di un contingente di 36mila donne già in possesso dei requisiti al 31 dicembre 2015 e con la possibilità di presentare la domanda in qualsiasi momento successivo a tale data. Immaginando l’ingresso di queste 36mila lavoratrici – continuano i 5 stelle – in modo scaglionato nel 2016-2018 avremmo una maggiore spesa previdenziale di 2,5 miliardi nel periodo 2016-2021, ma ipotizzando di allargare ogni anno, in quello stesso triennio, il regime a una platea di aderenti costante di 36mila persone, i benefici a partire dagli anni 2030-2032 ammonterebbero per lo Stato addirittura a 24 miliardi circa“.

Dunque ‘Opzione donna’ va prorogata con i soldi che già ci sono o comunque trovando nuovi fondi. Non solo perché è eticamente giusto, ma perché in prospettiva fa risparmiare tanto danaro. Secondo i dati forniti dall’Inps, in totale le pensioni di ‘Opzione donna’ erogate dal 2016 fino al gennaio 2017 sono 18.743: di queste, 14.083 sono del settore privato e 4.660 del settore pubblico. Ma le risorse non utilizzate per il 2016, certificate sempre dall’Istituto di previdenza, ammontano a circa 58 milioni. Questi fondi, legati al cosiddetto ‘contatore’, vanno utilizzati per proseguire la sperimentazione e non devono assolutamente essere fagocitati da altri capitoli di, concludono i parlamentari del Movimento, bilancio“.

L’interrogazione di Tiziana Ciprini

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