Diritti umani e disarmo, l’Italia c’è

Ieri l’Aula di Montecitorio ha approvato a larghissima maggioranza e in via definitiva la legge che vieta il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo.

Presentata per la prima volta al Senato nel 2010 la proposta approvata era -nella  XVI° legislatura- stata bloccata in Commissione Finanze a Presidenza del Sen. Baldassarre e  presentata nello stesso periodo  anche alla Camera C. 5407 con Mogherini Federica.  Approvata dalla Commissione Finanze in sede deliberante il 18 dicembre 2012,  il passaggio al Senato fu impedito dal termine anticipato della  legislatura.

L’attuale proposta di legge approvata, ha recepito molte indicazioni elaborate dall’attività durante i lavori della V Commissione Finanze del Senato (XVII° Leg)  e connesse alla funzione di compliance in relazione ai divieti previsti dal provvedimento. Approvata nella medesima Commissione in sede deliberante nell’ottobre 2016  è passata alla Commissione Finanze della Camera in sede referente ove ha trovato l’accordo di tutti i gruppi i politici ed è stata deliberata all’unanimità il 12 aprile 2017.   Calendarizzata in aula della Camera dei Deputati il  2-3 ottobre 2017 è stata approvata definitivamente.

Abbiamo seguito le dichiarazioni e la discussione che precede la votazione e ci ha, anche per i riconoscimenti ed i riferimenti al nostro lavoro,  ampliamente ripagato dell’estenuante impegno dedicato in questi anni, in modo particolare nell’ultimo, a promuovere e sostenere questa proposta di legge – dichiara Giuseppe Schiavello – “L’elenco delle  persone da citare è lungo ma,  in primis,  vogliamo ringraziare la Senatrice Silvana Amati che in questi anni e lungo le 2 legislature ha promosso questa e molte altre iniziative parlamentari tese a lenire e limitare l’impatto di queste armi sulle popolazioni civili -continua Schiavello -un argomento che ha sempre trovato il sostegno di tutte le forze politiche e di molti parlamentari ma, soprattutto di molte persone comuni”. “Oggi più che mai la ns associazione è lieta di non annoverarsi tra quelle organizzazioni che  «archiviano» le campagne per poi riscoprirle ,con un comunicato stampa,  un minuto prima dell’approvazione di una legge” – conclude Schiavello.

Il provvedimento si inserisce nell’ambito di una serie di convenzioni internazionali, in particolare la Convenzione di Ottawa, firmata da 127 Paesi nel dicembre 1997 e ratificata dall’Italia con la legge 106 del 1999 e la Convenzione di Oslo sulle munizioni a grappolo, o cluster munition, adottata a Dublino il 30 maggio 2008 e ratificata dall’Italia con la legge 95 del 2011. Sul piano nazionale la legge 29 ottobre 1997, numero 374, approvata prima della stipula della Convenzione di Ottawa, oltre a stabilire divieti che superano anche quelli previsti dalla citata Convenzione, prevede aspre sanzioni penali per i trasgressori.

L’approvazione di ieri sembra dare conferma della volontà dell’Italia di continuare a svolgere un ruolo da protagonista nel campo dei diritti umani e del disarmo.

Dopo un iter travagliato durato sette anni dalla sua prima presentazione in Senato (2010), dunque,  la proposta di legge recante “misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo” è stata votata definitivamente alla Camera dei Deputati  con 389 favorevoli su 393 presenti  0 contrari 3 astenuti.

 

 

 

 

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