Antisismicità scuole, parlamentari 5stelle lamentano l’operato degli Esecutivi

Sull’antisismicità delle nostre scuola il nostro Paese si trova in una condizione di gravissima arretratezza. Una situazione di pericolo evidente a tutti, ad esclusione dei governo che in questi anni, soprattutto a partire dalla Buona Scuola di Renzi, hanno raccontato una favola non corrisponde a quella realtà che oggi è stata descritta impietosamente dall’ultimo rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente. La verità è che l’anagrafe dell’edilizia scolastica di fatto non è mai partita, il fondo unico per l’edilizia scolastica non è a regime, manca una regia unica e una programmazione che definisca le priorità di intervento“.

Così i parlamentari del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura di Camera e Senato, che attaccano l’operato degli ultimi esecutivi:

Gli investimenti messi in campo dagli ultimi governi sono palesemente insufficienti: di questo passo, secondo il rapporto, ci vorranno 113 anni per mettere in sicurezza le scuole nelle aree dell’Italia a maggior rischio. Non possiamo permetterci – spiegano – di aspettare questi tempi biblici e abbiamo già da tempo chiarito, attraverso la nostra proposta di legge sull’edilizia scolastica, di cosa ha bisogno il nostro Paese: un piano triennale (e rinnovabile) di investimenti strutturali pari a 591 milioni all’anno.

In base al XVIII rapporto Ecosistema Scuola più del 40 per cento degli edifici scolastici si trova in zona sismica 1 e 2 e di questi edifici il 43% è stato costruito prima del 1976 – anno di entrata in vigore della normativa antisismica – mentre solo il 12,% delle scuole situate in quelle zone è stato progettato o adeguato con tecniche di costruzione antisismica. Bastano solo questi dati – continuano – a certificare la gravità di una situazione che non abbiamo mai smesso di denunciare. Anche recentemente abbiamo ricordato come incredibilmente nel nostro Paese non esista una soglia che definisca al disotto di quale indice di vulnerabilità sismica una scuola vada dichiarata inagibile. Questo è un fatto di inaudita gravità: oggi in Italia – concludono gli estimatori di Beppe Grillo – non esiste un criterio che indichi se un edificio scolastico può essere considerato sicuro o meno“.

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