Il mistero dell’emendamento “Tam-tam” nella legge di bilancio

di Marella Narmucci

Lunedì 16 ottobre, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e al bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. In base alle notizie divulgate dall’esecutivo, il valore complessivo della manovra è stimato in 20,4 miliardi di euro. Dal comunicato stampa diffuso al termine del Consiglio dei Ministri si apprendono gli interventi più significativi: la parte più consistente è destinata ai fondi per evitare l’aumento dell’IVA nel 2018, per un totale di 15,7 miliardi; prevede 300 milioni di investimenti pubblici aggiuntivi per il prossimo anno, che diventano 1,3 miliardi nel 2019 e 1,9 miliardi nel 2020; per le politiche a favore dei giovani, rappresentate essenzialmente dalla riduzione del cuneo fiscale per le nuove assunzioni con i contratti a tutele crescenti,  sono previsti circa 300 milioni che salgono a 800 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020; misure di lotta alla povertà, con il reddito di inclusione che viene potenziato di complessivi 300 milioni per il 2018, cifra che si aggiunge agli 1,7 miliardi già previsti a legislazione vigente.

La legge, il cui contenuto non è ancora pubblico, potrebbe contenere anche  una  misura apparentemente insignificante, che però  potrebbe rivelarsi una sorta di “esca” per rilanciare una legge di cittadinanza, anche se “azzoppata”. Più o meno in concomitanza con l’approvazione della legge di bilancio e, premesso che se fosse vero sarebbe senz’altro un’ottima iniziativa e ne saremmo tutti felici, da alcuni giorni circola la notizia secondo la quale nella legge di bilancio 2018 sarebbe stato inserito un emendamento per salvare la “Tam-tam basket e permettere così a una squadra di quaranta ragazzini figli di migranti africani – allenati da Massimo Antonelli,  ex giocatore della Virtus Bologna – di giocare nei campionati agonistici, nonostante il regolamento nazionale della FIP (Federazione Italiana Pallacanestro) preveda che per ogni squadra ci possano essere non più di due atleti stranieri.

Tutto è cominciato a settembre quando dalla stampa si è appresa la storia di questa squadra di scugnizzi di Castel Volturno, nati e cresciuti in Italia, che vanno a scuola, mangiano pizza e tifano il Napoli insieme ai loro coetanei figli di italiani, che per la legge non sono italiani abbastanza e quindi sono esclusi dalla possibilità di praticare sport agonistico. Sono figli di migranti arrivati negli anni ’90 e i loro genitori hanno situazioni lavorative difficili. Abitano in una comunità di 15mila abitanti con un tasso di irregolari così alto che il Governo ha incaricato un commissario ad hoc per studiare soluzioni per uscire dall’irregolarità. Sono tutti giovani scelti dal coach Antonelli nelle scuole e che, dopo un anno di duro allenamento e il primo torneo Uisp (Unione italiana sportpertutti), si sono preparati speranzosi di poter riuscire questo autunno a passare nel circuito della Federazione italiana pallacanestro. Ma, nonostante l’impegno dei ragazzi e del coach, convinto del fatto che chi ha avuto successo debba aiutare la comunità e soprattutto chi ne ha più bisogno, il loro sogno si è infranto contro una burocrazia rigida e una legge in ristagno.

Una storia che ha rattristato tutti quelli che la legge sullo Ius soli la vorrebbero, ma che ha mobilitato invece soprattutto l’Italia dei tifosi che hanno per lo sport una passione cieca che supera ogni pregiudizio. E questo il partito di Governo l’ha capito e anche la coalizione che lo appoggia, tanto che da giorni circola la notizia di questo emendamento in favore della formazione di basket. Anche il centro-destra, attraverso l’ex ministro Maurizio Lupi, martedì 17 ottobre ne ha parlato spiegando che si tratterebbe di una norma che “non fa riferimento a chi nasce sul nostro territorio, ma alle persone che hanno studiato nel nostro territorio, che hanno frequentato un ciclo scolastico” e che quindi possono iscriversi alla FIP.

Una formula che il coordinatore di Alternativa popolare Lupi suggerisce al Pd di adottare per archiviare la legge sullo  “Ius soli” sostituendola con la “Ius culturae” che, a suo giudizio, sarebbe approvata al cento per cento con i voti di tutti i gruppi parlamentari.

Mentre alla proposta alternativa sulla legge di cittadinanza è arrivato il secco “no” della Lega, al contempo alcuni parlamentari sorpresi dalle dichiarazioni sull’emendamento per la  squadra “Tam-tam basket”  chiedevano di verificarne l’esistenza nella legge di bilancio ai loro uffici legislativi. Come detto,  il testo definitivo della legge di bilancio 2018 non è ancora stato reso pubblico perché inviato per la valutazione alla Commissione europea. Il suo iter al Senato comincerà non prima del 20 ottobre.

Resta quindi il dubbio sull’esistenza dell’emendamento salva Tam-tam (dato per cosa fatta) e specialmente il suo contenuto, soprattutto perché sorprende tanto scrupolo nei confronti di giovani migranti di seconda generazione che in pratica la maggioranza del Parlamento non vuole considerare italiani. Il sospetto è che si tratti solo di pura propaganda, per raccogliere ampi consensi negli ambienti sportivi,  e di “esca” per rilanciare una legge sulla cittadinanza in una formula decisamente azzoppata.

M.N.

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