200 insulti a un giornalaio servo della ka$ta: il meglio (e il peggio) degli haters in un libro

Mettere a nudo il problema degli haters e comprendere la piaga dell’odio in rete partendo dagli insulti su Facebook dei supporter del M5S: da questo spunto nasce il libro “200 insulti a un giornalaio servo della ka$ta” di Fabio Salamida (Edizioni Ponte Sisto), presentato oggi alla sala stampa della Camera.

“Nel libro – spiega Salamida – ho cercato di affrontare la piaga dell’odio in rete, il cosiddetto hate speech, partendo dalla mia esperienza personale, mostrando una selezione di screenshot degli insulti e delle minacce ricevute dagli haters negli ultimi anni e commentandoli con piglio ironico. Come commentatore di fatti che riguardano la politica, e in particolare del Movimento 5 Stelle, mi espongo spesso agli attacchi e allo shitstorm dei grillini (ho calcolato approssimativamente che su 10 haters che scrivono di politica almeno 7 sono del M5S). I supporter del partito di Grillo sono parte di un fenomeno globale che non riguarda solo la politica, ma la natura stessa dei social network, che in molti casi creano un vero e proprio sdoppiamento della personalità. Da questo sdoppiamento nascono cyberbullismo e hate speech”.

“L’idea del libro nasce per gioco – spiega l’autore -. Sulla mia pagina facebook, dove scrivo post che trattano di politica e attualità, condividendo gli articoli che pubblico su ‘Gli Stati Generali’, mostro ormai da anni i commenti più coloriti e volgari dei miei detrattori in una scherzosa rubrica auto prodotta che ho chiamato ‘Il grillino del giorno’. Per farlo, archivio gli screenshot con gli insulti in una cartellina dove attualmente se ne possono contare oltre mille. Una sera di qualche mese fa mi sono messo a dividerli per ‘argomento’ e da lì sono nati i capitoli del libro”.

“Non sono solo insulti – continua Salamida -. Mentre scrivevo i commenti alle ingiurie e alle minacce ho iniziato a studiare i comportamenti di questi individui leggendo al contempo testi di filosofi, sociologi e giornalisti che da anni si occupano dell’argomento come ‘Nello sciame’ di Byung-Chul Han, ‘La rabbia e l’algoritmo’ di Giuliano da Empoli, gli interessanti articoli di Bruno Saetta su ‘Valigia blu’ e di Jacopo Iacoboni su ‘La Stampa’. Ho poi chiesto dei contributi per arricchire il testo. C’è Paolo Pagliaro (giornalista e autore di Otto e Mezzo) che ha descritto il fenomeno anche nel suo ultimo libro ‘Il Punto’; Roberto Morassut che da parlamentare del Partito Democratico si confronta spesso con gli haters riuscendo talvolta a ‘normalizzarli’; Aldo Torchiaro che ha parlato delle parole dell’odio, il linguaggio utilizzato da queste persone in tutto il mondo (è impressionante notare come alcune espressioni siano le stesse, che si parli di una partita di football americano o delle inefficienze dell’amministrazione di Virginia Raggi a Roma); Paolo Beni che è autore di un disegno di legge depositato alla Camera sul contrasto all’hate speech; Mara Mucci che ha raccontato la sua esperienza personale di ex M5S, bersagliata dagli haters quando ha deciso di lasciare il partito di Grillo”.

Insomma, conclude il giornalista, “lo scopo del libro è strappare un sorriso facendo però riflettere su qualcosa su cui c’è assai poco da ridere”.

https://www.youtube.com/watch?v=PwntcmYoLjQ

 

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