Fake news: Carta diritti e ddl Gambaro, le mosse in Parlamento

Dalla Carta dei diritti su Internet al disegno di legge presentato al Senato poco meno di un anno da Adele Gambaro (ex M5S poi passata ad Ala-Sc), fino al testo a cui ha lavorato il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda. E’ lo stato dell’arte in Parlamento, all’indomani della nuova ribalta che la questione delle fake news ha conquistato dopo l’allerta sui possibili ‘condizionamenti’ delle elezioni politiche italiane e l’annuncio fatto dal segretario dem Matteo Renzi (che ha escluso una legge ad hoc) sulla pubblicazione di un rapporto sulle false notizie da pubblicare ogni 15 giorni. Rapporto che potrebbe contenere anche eventuali nuovi elementi relativi alle presunte ‘connessioni’ tra M5s e Lega e ambienti filo-Putin, come emerso dall’inchiesta di BuzzFeed. Un compito che sarà affidato all’esperto di cybersecurity Andrea Stroppa.

Il tema delle fake news ha varcato le porte del Parlamento sin dall’inizio della legislatura. La prima a promuovere iniziative contro le ‘bufale’ sulla rete e ad evidenziarne criticità e pericolosità e’ stata la presidente della Camera, Laura Boldrini, vittima di una campagna d’odio on line. E, finora, l’unica iniziativa concreta arrivata a buon fine, anche se non incentrata solo sul tema delle fake news, è la Dichiarazione dei diritti in Internet, frutto del lavoro di un anno della Commissione di studio per l’elaborazione di principi in tema di diritti e doveri relativi a Internet. A far parte della Commissione di studio, che ha iniziato i suoi lavori il 28 luglio del 2014, sono stati chiamati deputati attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali, studiosi ed esperti, operatori del settore e rappresentanti di associazioni, sotto la guida e il coordinamento di Stefano Rodotà. L’iter si e’ poi concluso con la pubblicazione della Carta dei diritti a fine luglio del 2015 e con il voto all’unanimità dell’Aula di Montecitorio di due mozioni che recepivano la Carta stessa e impegnavano il governo a promuoverne l’applicazione.

In particolare, per quel che riguarda il tema delle fake news, nella Dichiarazione dei diritti in Internet “assumono un rilievo specifico la tutela costituzionale dei dati personali e il pieno riconoscimento di libertà, uguaglianza, dignità e diversità di ogni persona”, si legge in un dossier realizzato dal Servizio Studi della Camera dal titolo “La pubblicazione e diffusione di false notizie attraverso la rete“.

La Carta riconosce il diritto di ogni persona di accedere ai dati raccolti che la riguardano, di ottenerne la rettifica e la cancellazione per motivi legittimi. In particolare, prevale il diritto di ogni persona all’autodeterminazione informativa. Sono inoltre richiamati i doveri dei responsabili delle piattaforme digitali con riguardo alla lealtà e alla correttezza nei confronti degli utenti. La sicurezza in rete deve essere garantita né sono ammesse limitazioni della libertà i manifestazione del pensiero come pure e’ affermata la tutela delle dignità delle persone da abusi connessi a comportamenti quali l’incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza.

Per questi motivi la Carta affronta anche la questione del governo complessivo della rete, a livello nazionale e sovranazionale. Per massimizzare gli effetti positivi di Internet e minimizzare quelli negativi – spiega ancora il Dossier del Servizio Studi – la Carta sottolinea la necessita’ che le persone siano dotate sia degli elementi 5 fondamentali costituenti la ‘cultura digitale’ sia degli strumenti culturali, validi in ogni contesto, che permettono di esercitare la piena cittadinanza. Solo cosi’, infatti, gli utenti della Rete saranno in grado di utilizzare Internet (e, in generale, i dispositivi digitali) usufruendo in maniera consapevole di servizi e contenuti, sfruttando positivamente le possibilità della Rete e rispettando i diritti degli altri e il bene comune”.

Il ddl della Gambaro è stato sostenuto in maniera bipartisan da diversi gruppi sia di maggioranza che di opposizione (si va dalla Lega a Mdp, dal Pd a Ap fino a Forza Italia). La senatrice Gambaro è stata vittima di una campagna di insulti e accuse pesanti sui social, dopo che aveva accusato pubblicamente, in un’intervista in tv, il cofondatore del Movimento, Beppe Grillo, di essere tra i maggiori responsabili della sconfitta dei 5 Stelle alle amministrative del 2013. Parole che le costarono l’espulsione dal Movimento. Il ddl dell’ex grillina è l’unico provvedimento presentato in Parlamento nell’attuale legislatura che riguarda esplicitamente la tematica delle fake news. Nella relazione introduttiva, la senatrice spiega che “il contenuto del testo ricalca gli indirizzi espressi il 25 gennaio 2017 dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa con l’approvazione della risoluzione 2143 (2017) I media online e il giornalismo: sfide e responsabilita’”. L’Articolo 1 del ddl introduce l’articolo 656-bis nel codice penale, disponendo “che chiunque pubblichi o diffonda notizie false, esagerate o tendenziose che riguardino dati o fatti manifestamente infondati o non veritieri, attraverso social media o altri siti che non siano espressione di giornalismo online, e’ punito, se il fatto non costituisce un piu’ grave reato, con l’ammenda fino a euro 5.000”. La norma, spiega la senatrice nella relazione, “si introduce per limitare e prevenire la diffusione delle cosiddette fake news che rischiano di creare allarmi infondati tra la popolazione”.

Nel test è disposto, inoltre, che se il reato commesso comporta anche la diffamazione la persona offesa possa chiedere, oltre al risarcimento dei danni, anche una somma a titolo di riparazione, determinata non solo in relazione alla gravità dell’offesa ma anche in base al grado di diffusione della notizia.

Commenta

commenta

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi