Ministero della Salute e Lorenzin lanciano campagna informazione e prevenzione su AIDS

Con l’approssimarsi della Giornata mondiale per la lotta all’Aids che ricorre il 1 dicembre, è stata presentata dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin, la nuova campagna di comunicazione sulla prevenzione dell’Hiv e le infezioni sessualmente trasmissibili.

Con l’HIV non si scherza, proteggi te stesso e gli altri!‘ è il claim degli spot televisivi che contestualizzano il messaggio di prevenzione. Alla realizzazione della campagna, che prevede iniziative volte a sensibilizzare diversi target di popolazione, hanno collaborato anche l’Istituto superiore di sanità e il Comitato Tecnico sanitario (Sezioni per la lotta all’Aids e del volontariato per la lotta all’Aids). Tra le principali iniziative: due spot video di sensibilizzazione per la popolazione generale realizzati con la collaborazione di due testimonial d’eccezione gli attori Dario Vergassola, ideatore e protagonista dello spot nella versione maschile, e Giulia Michelini, nella versione femminile, e una innovativa campagna sui social destinata ai giovanissimi. Gli spot saranno trasmessi a partire dal 1 dicembre sulle emittenti della Rai e saranno veicolati anche sul web attraverso il canale YouTube.

“Ringrazio tutte le associazioni che ci hanno aiutato ad ideare e vagliare questa campagna – dichiara il ministro Lorenzin – Abbiamo pensato che dovevamo cercare un nuovo metodo di comunicazione che agganciasse le persone e le dirottasse verso gli strumenti di comunicazione. Questa campagna -prosegue- ha l’obiettivo di focalizzare la consapevolezza che alcune malattie continuano a esserci ma ci sono le terapie ed è importante poterle intercettare immediatamente. Gli spot sono delicati, abbiamo usato l’arma dell’ironia e non della paura”.

Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’istituto superiore di sanità ha parlato dei dati. “Anche l’incidenza dell’HIV sta lentamente diminuendo, al di sotto della soglia dei 3500 nuovi casi, purtroppo però consideriamo questo numero ancora alto, perché la percezione del rischio purtroppo è bassa. Vediamo -continua- un aumento relativo nella percentuale di casi che vengono diagnosticati tra i giovani al di sotto dei 25 anni. Questo è dovuto un po’ a una perdita di memoria generazionale. Bisogna ricordare che l’infezione da HIV ancora esiste, e che il serbatoio di infezione è ancora ampio. C’è una tendenza a una lieve diminuzione del numero di casi, ma il serbatoio di infezione tende ad aumentare perché la sopravvivenza delle persone con infezione da HIV aumenta e ciò fa si che l’allerta sia sempre elevata”.

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