Itinerari europei tra le dimore d’artista, la proposta dell’on. Sassoli

di Sabrina Sciabica

Per tutelare le innumerevoli risorse artistiche del Bel Paese, l’on. David Sassoli propone un’idea che cambierebbe la condizione di alcune di esse, fino ad oggi sottovalutate.

In occasione dell’incontro con il prof. Luigi Bravi, presidente dell’Accademia Raffaello, Sassoli suggerisce: “Perché non creare una rete europea di cooperazione tra le case di artisti?

E Bravi, docente universitario urbinate, risponde sottolineando l’importanza di una dimora che, oltre che casa natale, è il luogo dove l’artista aveva bottega e imparò i rudimenti del mestiere.

Per dare un’idea concreta di come potrebbe svilupparsi tale network, immaginiamo un itinerario geografico che parte da Urbino, dalla casa di Raffaello appunto e prevede, per abbinamento,la visita alla casa natale di Tiziano a Pieve di Cadore  (BL) dove si trova, ancora intatta, l’umile dimora del protagonista della pittura cinquecentesca. A seguire, si potrebbe suggerire un salto nella modernità fino a Bologna, dove è visitabile Casa Morandi, la dimora-studio di uno dei più grandi artisti del Novecento.

Per non parlare di Roma, che ha ospitato personalità come Giorgio de Chirico – la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico gestisce la residenza della coppia presso Piazza di Spagna, accogliendo i visitatori nei tre piani del palazzo seicentesco in cui il famoso pittore trascorse gli ultimi trent’anni.

E che dire della casa di Mario Praz, celebre anglista, saggista, critico letterario oltre che scultore e appassionato d’arte che, da testamento, voleva che «il Bello, ricercato e collezionato per tutta la vita, diventasse di tutti». Egli dunque ha lasciato a noi la possibilità di visitare la sua elegante abitazione in via Zanardelli, dove sono custoditi capolavori (oltre 1200 pezzi) di varie epoche.

L’onorevole Sassoli spiega che una sinergia tra le case d’artista permetterebbe, prima di tutto, di pubblicizzarle in un unico progetto (viene subito in mente un portale on-line); “una rete europea – spiega inoltre – potrebbe essere uno strumento per accedere a fondi europei, necessari per il corretto mantenimento delle strutture stesse”.

Si tratta di innumerevoli location, considerato, per proporre un altro tipo di raggruppamento, quanto spesso gli stranieri venissero in Italia durante il Gran Tour, che rappresentò un vero e proprio viaggio formativo per i giovani europei a partire dal 1600. Non a caso, nel cuore della capitale, si può visitare l’appartamento dove dimorarono Keats e Shelley oppure la casa museo (anche centro culturale) di Goethe.

Altro esempio: se il tema fosse quello della letteratura internazionale, si passerebbe da Stratford-upon-Avon dove si trova la casa natale di Shakespeare, a Parigi dove sono visitabili le case di Victor Hugo e di Honoré de Balzac, fino ad arrivare alla casa di Giovanni Pascoli a San Mauro Pascoli (FC) e in provincia di Agrigento, per la dimora di Luigi Pirandello.

Non è da sottovalutare l’impatto economico che deriverebbe dalla nascita di una nuova tipologia di turismo, un flusso (sia di italiani sia di stranieri) legato all’attrattiva culturale che questi luoghi possiedono.

A tal proposito, il professor Claudio Strinati, interpellato sull’argomento non soltanto in quanto storico dell’arte, ma anche per l’esperienza da sovrintendente per il Polo Museale Romano, afferma:

La creazione di una simile rete  è un’idea bella e valida, prima di tutto come fatto informativo e di reciproca conoscenza. Una piattaforma che possa collegare automaticamente le case d’artista diventerebbe una sorta di vetrina per catalogarle in modo strutturato e valorizzare le meno conosciute sfruttando le più celebri.

Mi viene in mente il pregevole lavoro svolto dall’Associazione Dimore Storiche Italiane, che da 40 anni si occupa della conservazione, della valorizzazione e la gestione delle dimore storiche; esse si sostengono a vicenda e hanno trovato nell’Associazione uno strumento efficace per far valere i propri diritti. Questo esempio potrebbe essere un utile punto di partenza”.

Si tratta, concludendo, di un’idea da sviluppare concretamente per numerosi motivi che vanno dalla volontà di sfruttare i tesori nostrani, all’aspetto economico della faccenda; coinvolgerebbe l’intero territorio italiano e farebbe muovere un’economia legata ad un turismo specifico creando, di conseguenza, maggiori introiti e posti di lavoro.

 

[Nella foto la residenza di Giorgio De Chirico a Roma]

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