Gentiloni: Boschi ha chiarito, sarà candidata. No a lista con mio nome.

Maria Elena Boschi “ha chiarito le circostanze“, che riguardano il suo ruolo nel caso Banca Etruria dopo le parole del presidente della Consob: “io non sono il giudice del valore aggiunto” che l’ex ministro per le riforme potrà portare al Pd, ma “sarà candidata e mi auguro che abbia grande successo“. Paolo Gentiloni risponde così, al termine del Consiglio Ue di Bruxelles, alle polemiche che da ieri stanno infiammando la politica italiana.

Mi auguro che le prossime settimane non siano dominate dal bisticcio sulle banche che non sono la priorità dei cittadini italiani“, aggiunge il presidente del Consiglio, che ironizza sui retroscena circolati in questi giorni e sulla eventualità di una sua candidatura autonoma con una lista che porti il suo nome: “Una lista a mio nome alle prossime elezioni mi sembra una cosa irrealistica, la mia somiglianza con Dini è scarsa“, dice citando l’ex premier che diede vita alla lista Rinnovamento italiano dopo la sua esperienza di governo nel 1996.

Non voglio fare battute contro Dini, che è una grande personalità – precisa Gentiloni – ma io faccio parte di un partito, di cui sono dirigente e spero che il centrosinistra vinca le elezioni”. Nessuna discesa in campo preventiva, dunque, ripete Gentiloni. Che usa lo stesso tono ironico per rispondere alle domande dei giornalisti che chiedono se un suo impegno diretto farebbe guadagnare punti preziosi a un Pd in affanno: “Io potrei perfino essere candidato, non so ancora in quale circoscrizione o collegio.”, è la premessa. “Ma a parte gli scherzi la mia missione riguarda il governo, il completamento ordinato della legislatura, questo è quanto.“.

Una legislatura agli sgoccioli e una campagna elettorale già nel vivo, che si annuncia dai toni accesissimi e che potrebbe portare a un risultato di stallo, senza nessuna maggioranza solida capace di sostenere un esecutivo. Ma l’Europa non è preoccupata, sottolinea Gentiloni, perché l’Italia non “è la pecora nera dei paesi europei quanto a governabilità”.

Tra colleghi si parla sempre di politica a margine del Consiglio. A livello di capi di governo la conoscenza della politica italiana è approfondita e non li sorprende il fatto che la durata dei governi italiani non sia lunga”. Ma le cose sono cambiate, tanto che “qualcuno parla di italianizzazione della politica europea. Non si parla solo del futuro delle elezioni italiane ma anche delle prospettive di governo in Germania o della Catalogna”.

La proverbiale instabilità italiana dunque, è ormai un carattere diffuso di molti paesi dell’Unione, perfino dei più tradizionalmente solidi. Gentiloni difende la maturità democratica dell’Italia anche sul fronte ‘fake news’ e interferenze della Russia alle elezioni. “Il tema e’ molto serio – dice sottolineando che la questione non è stata discussa durante il vertice – ma non dobbiamo sopravvalutare l’influenza di questo o di quello: l’Italia e’ un grande paese libero e democratico, se diamo la sensazione che qualcuno manovra il nostro Paese da fuori facciamo una cosa del tutto fuori luogo“.

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