Giustizia, M5s: Sui testimoni legge di civiltà e colpo alle mafie

Finalmente la norma tutela i testimoni di giustizia è legge. Una legge di civiltà è un duro colpo alle mafie. E’ stato un lungo e duro lavoro di squadra, frutto dei disegni di legge del M5S depositato al Senato e quello alla Camera a prima firma del deputati Bindi e Mattiello“. Lo spiega Luigi Gaetti, vice presidente della Commissione antimafia primo firmatario del provvedimento depositato a Palazzo Madama.

Dopo venti anni, finalmente viene riscritta la definizione e la tutela dei testimoni di Giustizia, così da distinguerli nettamente con i collaboratori di giustizia ovvero i pentiti. Ad oggi in Italia sono sotto tutela quasi un centinaio di testimoni di giustizia che attendevano una necessaria riforma normativa” spiegano i parlamentarti del Movimento 5 Stelle in Commissione antimafia Giulia Sarti e Francesco D’Uva. “Si avranno caratteri più stringenti nella definizione di chi sia il testimone: deve rendere dichiarazioni di fondata attendibilità, non essere condannato per delitti connessi e non aver tratto profitto dall’essere venuto in relazione con il contesto criminale su cui testimonia. Inoltre fondamentale l’istituzione della figura del referente che, sarà il tramite con le istituzioni preposte alla sua tutela, cosi’ da chiudere quel vuoto tante volte lamentato dai testimoni che rimanevano abbandonati a se stessi” spiegano Gaetti, Sarti e D’Uva.

“Un’ulteriore importante modifica e’ che i testimoni potranno essere protetti e tutelati nei loro luoghi di residenza, e solo dal grado di gravità si opterà al trasferimento e al cambio d’identita’. Sono molte e diverse le modifiche, ma soprattutto e’ importante che venga riconosciuto il carattere di coraggio civile che rappresentano i testimoni di Giustizia, che non sono cosi’ tanti come tante volte si e’ portati a credere. Sono persone che per la legalita’ hanno messo e mettono a repentaglio la propria vita, i propri affetti, il proprio lavoro, un’intera vita che vanno tutelate perchè antepongono la verità e lo Stato al proprio personale interesse”, concludono.

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