Musia, arte e storia nel cuore di Roma

Il teatro di Pompeo, che si trovava in Campo Marzio, fu il primo teatro romano costruito in muratura e, anche se attualmente non esiste più, è ben identificabile nella forma di via Grottapinta, che ne richiama la cavea, e passeggiando nelle vie limitrofe a Campo dei Fiori. Inoltre, resti delle sue antiche mura sono presenti nei piani interrati dei palazzi della zona.

Proprio per preservare il fascino di un luogo così prezioso, la Galleria d’Arte Musia – living & arts, appena inaugurata su via dei Chiavari n. 7/9, ha ristrutturato in maniera lodevole un ampio spazio (di 1000 metri quadri) che comprende un piano terra e un interrato, conservando mirabilmente il fascino e l’importanza dell’area.

Appena entrati, un corridoio trasparente di vetro ci circonda, rendendo visibile il cortile cinquecentesco che si trova tra signorili palazzi.

Ed ecco il pezzo forte: la Collezione privata Jacorossi, attualmente in mostra con il titolo: Dal Simbolismo all’Astrazione. Il primo Novecento a Roma nella Collezione Jacorossi, che include circa 50 opere, tra cui la scultura de Gli archeologi di Giorgio de Chirico, giusto per dare un’idea degli artisti esposti.

Procedendo allo stesso piano, giungiamo alla Galleria 9, uno spazio interamente dedicato all’arte contemporanea con vetrine su strada, che ospita (e ospiterà) diversi tipi di creatività. Le opere non sono soltanto quadri, ma anche oggetti di design, modernariato e gioielli, ceramiche e sculture. E, oltre che spazio artistico, è anche galleria commerciale in quanto i manufatti saranno in vendita al pubblico.

Si passa poi, ad uno splendido wine-bar e ristorante, dal quale si accede alle scale che portano al piano interrato.

Eccoci magicamente nella storia passata, nelle quattro stanze chiamate Sale Pompeo.

Si tratta di antri secolari con mattoni a vista in cui aleggia un’atmosfera arcana e il tempo sembra essere sospeso. Qui lo Studio Azzurro ha creato una video-installazione site-specific in cui si rappresenta l’assassinio di Cesare, avvenuto a Torre Argentina, poco lontano dalla Galleria.

L’obiettivo principale di Musia – living & arts, è, come afferma il suo ideatore, l’imprenditore e collezionista Ovidio Jacorossi, «La volontà di commistione tra arte contemporanea e mondo economico; in questa location ci saranno attività commerciali che contribuiranno al sostegno delle attività culturali».

Va sottolineato che, grazie alla Galleria e ad un eccelso lavoro di ristrutturazione dell’architetto Carlo Iacoponi, si è reso fruibile al pubblico un luogo affascinante e storico mai visto prima.

La Galleria Musia rappresenta, dunque, la volontà di conservare il mistero della storia legandolo alla contemporaneità; tradizione, arte e cultura sono state intrecciate e preservate, in uno stile apparentemente semplice ma ricercato, in un ambiente architettonico di una bellezza unica, discreta, ammaliante.

Sabrina Sciabica

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