Elezioni: duello sul jobs act tra Berlusconi e Renzi

Dal lavoro al fisco. Il duello tra Silvio Berlusconi e Matteo Renzi si consuma in diretta radiofonica. Sulle frequenze Rai il capo di Forza Italia dà il via libera alla candidatura di Attilio Fontana (proposto dalla Lega) per le regionali in Lombardia, promette l’abolizione del Jobs act (ma poi precisa che apporterà delle correzioni) e ribadisce l’intenzione di varare una flat tax per il pagamento delle imposte. In diretta su Radio Capital il segretario del Pd replica difendendo la riforma del lavoro che “ha sbloccato il Paese” e criticando l’aliquota unica al 20% che favorirebbe, sostiene, proprio il presidente azzurro. Le accuse di Renzi ai governi di centrodestra, attacca Berlusconi, “sono fuori della realtà” perché “la sinistra ha lasciato una disoccupazione più alta, più poveri e più pressione fiscale”.

La risposta del segretario dem arriva nel giro di pochi minuti: “Quattro anni fa eravamo in una situazione drammatica. Nel giro di quattro anni c’e’ stato un aumento significativo di posti di lavoro, di cui il 53% a tempo indeterminato”. Falsità, afferma invece il Cavaliere: “A gennaio l’azione del Jobs act finirà, su 10 contratti firmati 8 sono a tempo determinato”. Parole che il leader del Nazareno respinge: “Dal 2008 al 2011 l’Italia ha vissuto una crisi devastante. Un milione di posti di lavoro promessi da lui, li abbiamo realizzati noi”.

Poi via Twitter Renzi commenta la precisazione del presidente di Forza Italia sul Jobs act e l’annuncio di Matteo Salvini di voler togliere l’obbligo sulle vaccinazioni: “Berlusconi torna indietro sul lavoro. Salvini torna indietro sui vaccini. La destra italiana di oggi e’ questa qui. Noi vogliamo andare avanti. Per l’Italia, senza paura”

 A ‘Circo Massimo’ e a ‘Radio Anch’io’ Renzi e Berlusconi affrontano anche la questione delle elezioni regionali. Il Pd, dice il primo, sta lavorando per trovare un accordo con Liberi e uguali: “In Lombardia e nel Lazio abbiamo due candidature di qualita’. Il problema e’ se Pietro Grasso sara’ in grado di portare il suo movimento a votare per Gori e Zingaretti”. Berlusconi, dopo il sì ad Attilio Fontana, conferma il sostegno a Maurizio Gasparri per la corsa alla presidenza del Lazio, ma avverte: “Occorre essere sicuri del risultato vincente” e che nel centrodestra “non ci siano delle presenze che possano sottrarre voti e determinare una sconfitta”, chiaro il riferimento alla candidatura del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi.

Su un tema Renzi e Berlusconi sembrano andare d’accordo: un governo di larghe intese non si farà. Renzi risponde infine anche sulla vicenda della telefonata intercettata in cui l’editore di Repubblica, Carlo De Benedetti, asserisce di aver parlato con l’allora premier e chiede al suo broker di acquistare azioni bancarie. Per Renzi era noto che il governo avesse intenzione di procedere a una riforma delle banche popolari. “C’era persino un’agenzia fuori sul fatto che quella riforma si sarebbe fatta”, ha risposto. “E’ il suo editore – ha controbattuto Renzi al conduttore della trasmissione Massimo Giannini – non vedo perché rivolge a me questa domanda, chieda a lui”.

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