Prodi-Veltroni, appello a unità. Scontro nella Lega.

I padri nobili del Pd scendo in campo e lanciano un appello all’unità della sinistra. “Le forze del centrosinistra recuperino il buon senso e si mettano insieme per le elezioni regionali e per quelle nazionali. Spero si formi una coalizione più ampia possibile”, dice Romano Prodi dalle colonne del Corriere della Sera e de La Stampa.

Sono preoccupato – aggiunge il professore – percheénon vedo prevalere quello spirito di coalizione che è sempre indispensabile per vincere una competizione elettorale“. Servirebbe quindi “un rigurgito di buon senso in un mondo che sembra davvero aver perso tutto il buon senso“. All’appello di Prodi si unisce anche l’ex segretario Valter Weltroni: “Sarebbe un vero e proprio delitto presentarsi divisi in due regioni fondamentali per il Paese. E’ evidente a tutti che le condizioni sono cambiate. E’ possibile un’inversione di tendenza e allora sarebbe doveroso che i partiti del centrosinistra, tutti i partiti, trovassero una unita’ contro le destre“.

A sinistra si registra anche la posizione di Enrico Rossi, governatore della Toscana ed esponente di Liberi e uguali, secondo il quale occorre sostenere Nicola Zingaretti alla presidenza della Regione Lazio e aprire un confronto sul programma anche in Lombardia con il candidato del Pd Giorgio Gori.

Continua, nella Lega, lo scontro tra Matteo Salvini e Roberto Maroni: “Salvini con me si è comportato da stalinista – dice il governatore lombardo al Foglio – Il mio addio? Incompatibilità con lui. La politica non è solo marketing“. Il segretario del carroccio replica: “Maroni mi ha detto di avere fatto in Lombardia tutto quello che voleva e poteva. Ne ho preso atto. Avrei preferito che si ricandidasse“. Salvini insiste anche per abolire la legge Fornero: “Troverò l’accordo con FI“, e chiude a patti con M5s, “sono inaffidabili“.

Intanto sul fronte Cinquestelle il candidato premier Luigi Di Maio annuncia l’abolizione del finanziamento pubblico all’editoria e attacca il Pd sul fronte banche in merito alla vicenda Renzi-De Benedetti sul decreto per le popolari: “Renzi ha disonorato le istituzioni favorendo uno speculatore e facendogli guadagnare 600 mila euro grazie a un’operazione in Borsa che è stata favorita dalla notizia che il governo stesse per fare un decreto legge. Secondo il nostro codice etico Renzi non sarebbe neanche candidabile“.

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