Back to 2001: Berlusconi firma il contratto italiani. E spunta il nome di Tajani premier.

Questa mattina Silvio Berlusconi ha postato su twitter il nuovo impegno preso nel salotto di Bruno vespa con gli italiani. Lo ha definito ‘Patto di San Valentino‘. “Oltre che usato sicuro sono anche garantito, perché non c’è una promessa che ho fatto agli italiani che non sia stata garantita“, ha spiegato. Una sceneggiata, quella andata in onda ieri sera su Rai1 che ricorda molto quella della firma del contratto con gli italiani, avvenuta nello stesso studio e con lo stesso conduttore oramai ben 17 anni fa. Un contratto che non è mai stato rispettato, pieno di promesse irrealizzabili e fuori da ogni logica.

Berlusconi intanto comincia a scoprire le carte su chi possa essere il candidato premier del centrodestra. “Garantisco – afferma l’ex premier – che il candidato di Forza Italia sarà il candidato ideale e avrà splendidi rapporti con tutti i Paesi europei e con il Partito popolare europeo“. Il nome probabile dunque è quello di Antonio Tajani, presidente dell’Europarlamento. “Io candidato premier? Lo dovete chiedere al presidente Berlusconi. Io – aggiunge – sto facendo il presidente del Parlamento europeo: non partecipo alla campagna elettorale, non parlo di vicende italiane, non partecipo ad alcune evento, da lunedì sono a Bruxelles a svolgere il mio ruolo“. E ancora: “Dopo il 4 marzo si apre una nuova fase, ma io sono qui a fare presidente del Parlamento europeo“.

Nessun commento per ora dagli alleati di FI. “Chiedo fiducia in me e nei nostri candidati per la bontà del nostro programma“, dice Matteo Salvini che continua il suo tour al sud mentre Giorgia Meloni prepara la manifestazione anti-inciuci che si svolgerà domenica a Roma. “Noi non tradiamo“, il titolo della kermesse. Berlusconi oggi ha chiarito anche un altro punto: nessun passo indietro sulle unioni civili, “i diritti acquisiti non si cambiano. La legge resterà“.

Ci risiamo. Ma perché prendere in giro ancora gli italiani cosi’? Basta“, reagisce il vicesegretario del Pd Maurizio Martina. “Dio ci scampi da minestre riscaldate“, afferma Fabrizio Cicchitto. “Berlusconi non è candidabile ma il suo nome è nel simbolo. Non doveva essere consentito“, attacca Pietro Grasso che critica il Cavaliere per le proposte sul fisco: l’idea “sulle cartelle esattoriali è un condono che rientra nella natura del personaggio, cancella il passato illegale. Considerare Berlusconi quasi un argine all’avanzata di altri movimenti politici mi pare assurdo“.

 

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