Rassegna stampa del 23 febbraio 2018

ESTERI
 
Germania. Il partito nazionalista-populista di estrema destra AfD è cresciuto proprio durante i governi di grande coalizione, arrivando al 16%. Sicuri che convenga continuare su questa strada? (Ash su Rep)
 
Finita la pacchia. Italia e Emirati firmano un accordo sull’estradizione: iniziano a preoccuparsi Giancarlo Tulliani e Amedeo Matacena (Ft)
 
ECONOMIA
 
Piombino. Questa mattina la firma per la cessione dell’acciaieria ex Lucchini agli indiani di Jindal. Un’altra vittoria per Calenda (Cds)
 

INTERNI

 
Lesa maestà. Juncker ha semplicemente ripetuto quello che politici, analisti ed editorialisti italiani scrivono ogni giorno da diversi mesi (Manacorda su Rep)
 
Basta la coalizione. Nella sua lettera agli elettori Gentiloni invita a mettere la croce sul suo nome ma non su quello del Pd… (Cds)
 
Mani avanti. Renzi avvisa i naviganti che non lascerà la segreteria nemmeno se prendesse il 20%: “Da Mattarella ci vado io” (Iasevoli sull’Avv)
 
A scanso di equivoci. Rosy Bindi: “Non voto ‘Insieme’ perchè vedere l’Ulivo ridotto a una lista civetta a sostegno del Pd mi fa soffrire e lo trovo inaccettabile” (De Marchis su Rep)
 
Smottamenti a sinistra. Leu scompare dalle cronache e guarda caso cresce lo spazio a Potere al Popolo. Non c’è manco bisogno dei sondaggi 
 
Fiuto. Di Maio aveva garantito personalmente sulla candidatura di Salvatore Caiata, presidente del Potenza, indagato per riciclaggio. Così Giggino qualche settimana fa: “Sono contento che Salvatore abbia deciso di mettere la sua esperienza a disposizione del nostro progetto. L’Italia ha bisogno di persone capaci che hanno dimostrato di saper fare tanto e bene” (Sarzanini sul Cds)
 
Governo “camaleonte”. Di Maio aveva promesso di rendere pubblica la lista dei “ministri” ma non riesce a trovare la quadra. Sposta i nomi da una casella all’altra (Buzzi sul Cds). Sta facendo di tutto per trovare nomi graditi a Mattarella, convinto che sia sufficiente (Cuzzocrea e Rosso su Rep). Il Fatto ci crede veramente nel governo pentastellato e presenta la squadra come se fosse il “Dream Team” 
 
Forza Italia. Berlusconi visita i costruttori dell’Ance e ripete le solite battute ma il settore è in crisi e la voglia di scherzare poca (Baccaro sul Cds)
 
Oscar alla sceneggiatura. Giuseppe Macario, candidato in America settentrionale, si è fatto beffa del Ministero degli Interni e del consolato americano. Tutto falso: la lista con cui si presenta, il curriculum, l’atto del notaio, le firme raccolte. Su di lui pendono anche diverse denunce per truffa, estorsione, perversioni sessuali, etc..  Nella lista sono candidati lui e la madre (Lucarelli sul Ft)

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