LeU apre al M5s: “Consentire che il governo parta” (video)

È evidente che il risultato di Liberi e Uguali di una settimana fa è stato deludente, oggi abbiamo di questo. Il bivio che abbiamo davanti è provare ad ascoltare la domanda di cambiamento che è venuta dal Paese e provare a misurarsi sul merito e sui contenuti. Credo che sia necessario confrontarsi in Parlamento, certo non con la destra, dunque ascoltare le proposte del M5S ed eventualmente consentire che un governo parta, senza chiedere nulla, tantomeno posti. Il punto è mettere al centro un’agenda sociale che abbia come cuore la lotta alle diseguaglianze e alla povertà. Che è poi la ragione della nascita di Liberi e Uguali, ed è su questo che vogliamo confrontarci e fare tutte le verifiche possibili“. Queste le parole di Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali parlando con i cronisti durante i lavori della direzione nazionale di Sinistra Italiana a Roma.

“Oggi riuniamo la direzione nazionale di Sinistra Italiana perchè siamo un partito che esiste, ma questo non vuol dire in alcun modo -prosegue il segretario di SI- il voler determinare un processo di scomposizione del progetto politico di Leu, anzi è necessario andare avanti nella costruzione di Liberi e Uguali, anzi nella costruzione di qualcosa di ancora più largo a partire dal perimetro di Liberi e Uguali . Bisogna discutere, vedere cosa non ha funzionato, provando a cambiare passo, provando a farlo sul terreno dei contenuti e della necessaria discontinuità che forse non è stata sufficientemente avvertita, del modo con cui è stato rappresentato, riconosciuto, raccontato il progetto di Leu. Il fatto che ne discutiamo nella riunione della direzione di SI non è in nessun modo il segno di far fare un passo indietro o di tornare ognuno a casa propria”. “La discussione che aperta -insiste Fratoianni- deve continuare nei prossimi giorni , non solo nei gruppi parlamentari o nei gruppi dirigenti, ma occorre farlo – questa è la mia idea – anche attivando un processo di consultazione largo con tutti coloro che hanno fatto la campagna elettorale o che hanno votato per Liberi e Uguali, provando ad ascoltare quello che ci chiedono. E poi lo faremo intanto con la volontà di confrontarci, poi quale sarà la scelta finale dipenderà dalla nostra discussione ma non solo dalla nostra, dipenderà anche dalle proposte che in questo caso chi avrà l’onere di avanzare una proposta di governo farà al Parlamento”.

“Certo che c’è interesse per quello che sta accadendo nel Partito Democratico, come è giusto ogni volta che si producono elementi di dinamismo, di novità, di discontinuità, ma penso che non ci siano scorciatoie. Se qualcuno pensa sia giunto il tempo per la ricostruzione di alleanze, di assi privilegiati, di campi, di centrosinistra credo che oggi faccia un errore – dice ancora Fratoianni- Si tratta prima di capire fino in fondo cosa è successo nel Paese, perchè quando l’onda arriva così forte e così alta significa che qualcuno si è separato dal proprio elettorato. Di tutto questo dovremo discuterne, ma non solo fra di noi e non solo a Roma altrimenti la cosa non funziona -conclude Fratoianni- ci sono oltre un milione di elettori ed elettrici con il quale è necessario costruire un rapporto anche vincolante, e che sia anche la forma di legittimazione di chi è chiamato ad assumere comunque dopo il voto delle scelte in Parlamento”.

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