XVIIIª legislatura, verso l’insediamento tra nuovi e vecchi deputati

Tra molti volti nuovi, il 66 per cento del totale, e i ‘veterani’ del palazzo, Montecitorio ha aperto da oggi le porte ai deputati della XVIIIª legislatura, per il disbrigo delle incombenze burocratiche: registrazione, foto per il tesserino, impronta digitale per le votazioni in Aula, codice di attivazione dei servizi informatici e una sorta di ‘prima lezione’ con tanto di tutor su come navigare nel sito della Camera e utilizzare gli strumenti internet a disposizione. In tutto, in un ‘percoroso guidato’ nei corridoi del secondo piano della Camera – e rigorosamente off limts per i giornalisti, salvo alcuni punti a loro riservati ma vigilati dai commessi e delimitati da cordoni rossi – occorre ben oltre un’ora ai nuovi eletti per terminare la registrazione. I nuovi e vecchi deputati – ad oggi sono 176 quelli che hanno concluso le operazioni di registrazione di inizio legislatura ma c’e’ tempo fino a venerdi’ se non sabato – vengono accolti dai commessi di Montecitorio davanti alla “sala del Mappamondo”: li’ sono state allestite cinque diverse postazioni per le foto e le impronte digitali. Per ora l’elenco ufficiale dei deputati da accogliere, e messo a disposizione degli addetti alla registrazione, e’ composto da poco meno di 500 deputati sui 630 totali. Gli elenchi degli eletti, infatti, viene spiegato, “sono ancora incompleti”. Questo perchè molti sono gli eletti, sopra il centinaio (circa 130), che non hanno ancora ricevuto la comunicazione di avvenuta proclamazione, ovvero la raccomandata delle Corti d’Appello con l’annuncio ufficiale dell’elezione. Chi l’ha ricevuta, invece, puo’ recarsi alla Camera di appartenenza. Cosi’ è stato per Pietro Navarra, ex rettore dell’Universita’ di Messina, eletto nelle file del Pd, il primo a presentarsi questa mattina. I piu’ numerosi i deputati dei 5 stelle, che hanno affollato i corridoi antistanti la sala della registrazione in massa, una volta terminata l’Assemblea del gruppo con Luigi Di Maio. In attesa in fila assieme ai colleghi anche due ministri in pectore del Movimento, Lorenzo Fioramonti e Emanuela Del Re, indicati da Di Maio come futuri titolari dello Sviluppo Economico e  jdegli Esteri in caso di governo targato 5 stelle. Molti anche i deputati del Pd e di Forza Italia, alla spicciolata hanno iniziato ad arrivare anche i leghisti, ma il grosso del gruppo dovrebbe arrivare a Roma domani, viene riferito. Tra i ‘veterani’ Guglielmo Epifani, alla seconda legislatura, e Pierluigi Bersani, entrambi di Leu. Poi Matteo Orfini, Alessia Morani, Walter Verini, Roberto Morassut, David Ermini tra i volti gia’ noti del Pd. Tra le new entry dem il costituzionalista Stefano Ceccanti.

A metà mattinata arriva anche Salvatore Caiata, presidente del Potenza calcio ed eletto sotto il simbolo del Movimento 5 stelle ma coinvolto durante la campagna elettorale in un’inchiesta giudiziaria su un presunto reato di riciclaggio e per questo sospeso dal Movimento. Lui, pero’, ci spera ancora e annuncia che cerchera’ di “rientrare. Ci sono margini perche’ questo possa accadere – spiega – anche perche’ ad oggi non so nemmeno se ci sia una inchiesta nei miei confronti, visto che non ho avuto alcuna comunicazione e tutto quello che so l’ho letto sui giornali. In ogni caso, votero’ secondo le indicazioni dei gruppi”.

Tra i primi ad arrivare anche Antonio Martino, neo deputato eletto in Abruzzo nelle liste di Forza Italia. Curiosita’: nell’anno in cui uno dei fondatori del partito azzurro, Antonio Martino, lascia dopo molte legislature il parlamento, un suo omonimo, anche lui forzista, varca per la prima volta il portone di Montecitorio. Sempre ‘collegato’ al nome di Martino, il veterano azzurro, il nome di un’altra neo eletta: Matilde Siracusano, anche lei di Forza Italia, ex concorrente di Miss Italia e indicata come una sua lontana parente. Emozionata per il primo ingresso a Montecitorio, Siracusano viene invitata da alcune sue collaboratrici a non dichiarare nulla ai giornalisti. Tra i volti nuovi il leghista Edoardo Rixi, ex vice di Salvini e tra gli uomini di punta della Lega in Liguria. Poco dopo arriva anche l’economista del Carroccio Claudio Borghi che a domanda dei cronisti torna a confermare l’obiettivo di uscire dall’euro: “Ovviamente si’, dipende quando”.

Tra i deputati in fila in attesa della registrazione spicca la chioma fluente di Vittorio Sgarbi. Pochi i ‘big’ attesi a Montecitorio: esclusi Luigi Di Maio, Paolo Gentiloni, Laura Boldrini e pochi altri (che finora non hanno ancora espletato le procedure burocratiche per la registrazione), i leader – tra cui Matteo Salvini – nella XVIII legislatura hanno tutti optato per il Senato.

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