Governo, il Centro-destra rivendica la leadership. I dettagli

All’indomani dell’elezione dei presidenti delle Camere, le forze politiche iniziano a confrontarsi sulla partita più importante e delicata: quella del futuro nuovo governo. Il dibattito è ancora in embrione – prima ci sono altri passaggi istituzionali come la costituzione dei gruppi e il gioco dei loro presidenti e quello del team che dovrà affiancare, al Senato e alla Camera, Casellati e Fico, che siedono sui più alti scranni del Parlamento – ma ci si avvicina a grandi passi al momento delle consultazioni al Quirinale che inizieranno la prossima settimana, molto probabilmente il 3 aprile. Il clima, intanto, almeno a parole, dopo il ‘blitz’ di Salvini e l’accordo fra la Lega e M5s sulla guida di Palazzo madama e Montecitorio, sembra rasserenarsi con una comunità di intenti: il centrodestra deve rimanere unito e non è in discussione la leadership di Silvio Berlusconi in Forza Italia. Alla sua squadra spetta costruire il nuovo Governo. Anche se, in mancanza di numeri, la porta è aperta a chi converge sul programma. Berlusconi e Salvini oggi si parlano a distanza in una serie di interviste e questo sostanzialmente ribadiscono. Anche se il Cavaliere mette in guardia: un Governo solo del Carroccio con i 5 Stelle non sta né in cielo né in terra verrebbe bastonato dai cittadini che votano Centrodestra e metterebbe il leader della Lega in minoranza. Salvini e Di Maio a governare insieme, da soli? “Sarebbe un ircocervo, l’animale mitologico spesso citato dai filosofi antichi come esempio di assurdità, percheè in esso convivono caratteri opposti e inconciliabili. E poi perchè Salvini dovrebbe fare il socio di minoranza di un governo Cinque Stelle? Non credo che l’elettorato di centrodestra lo perdonerebbe“, sottolinea, infatti, il leader di Forza italia, Silvio Berlusconi. “Si tratta di ipotesi del tutto teoriche – prosegue il Cavaliere – con il leader della Lega e con Giorgia Meloni abbiamo accordi chiarissimi: è il centrodestra unito che lavorerà per una soluzione della crisi e per assicurare un buon governo all’Italia. Matteo è persona intelligente – prosegue il Cavaliere – sa benissimo che senza di noi è il leader di un partito del 17 per cento, che va ad allearsi con un altro che vale il doppio. Che vantaggio avrebbe nel fare lo junior partner di Di Maio? E poi vi immaginate gli elettori leghisti, i piccoli imprenditori e gli artigiani del Nordest, che accettano Di Maio premier o qualcuno con caratteristiche simili? Io non voglio che accada questo, non è nei miei progetti. Voglio che Matteo provi a governare. Con noi, e con chi ci sta. Abbiamo vinto le elezioni, perchè dovremmo regalare una vittoria ai nostri avversari?

E sui rapporti interni all’alleanza uscita vincitrice dalle elezioni precisa: “non credo alla cosiddetta Opa di Salvini su Forza Italia, non capisco a cosa gli servirebbe. Il futuro non è quello del partito unico del centrodestra: molti degli elettori che ci hanno votato sono liberali, cattolici, comunque moderati, che non voterebbero mai per la Lega, perchè si riconoscono nei nostri valori che sono diversi dai loro. Un centrodestra vincente avrà sempre più bisogno di noi.  Forza Italia è Berlusconi e Berlusconi, nell’elezione dei presidenti di Camera e Senato, ha dimostrato di avere perfettamente idea di cosa vada fatto e di avere il controllo del suo movimento. Penso che continuerà ad essere il leader di Forza Italia ancora a lungo“, gli fa eco Salvini. E ribadisce: “il premier spetta al centrodestra che rimarrà compatto. Io sono pronto a fare il premier, pero’ prima viene il programma“.

Poi apre sul programma: “per ricucire il Paese serve un assetto per il governo anche con i 5Stelle, federale con il rafforzamento della Capitale. Con il passo obbligato di ripartire dal Sud”. E ancora: “ci presenteremo con una proposta di governo al Presidente della Repubblica e auspicabilmente al Parlamento, dentro la quale ci sarà ciò che abbiamo promesso in campagna elettorale e che è diverso da ciò che qualcuno a Bruxelles vorrebbe farci fare. A costoro piacerebbe che aumentassimo l’Iva, che non toccassimo la legge Fornero e che continuassimo con i disastri che hanno fatto gli altri. Ma così non sarà”. Lo schema? “Si parte dal programma del centrodestra, ma non potendo governare da soli, perchè al momento non abbiamo numeri sufficienti, siamo disposti ad ampliare e a modificare il nostro programma, tutelandone la coerenza. Bisogna mettersi al tavolo con tutti, e certamente anche con M5s” Un governo Salvini-Di Maio? “Ho letto tante sciocchezze in proposito. La mia posizione e’ lineare. Noi abbiamo lavorato insieme, perchè venissero eletti alle presidenze delle Camere due personaggi che rappresentassero il voto degli italiani. Questo voto è stato rispettato. Quella del governo è un’altra partita. Con Di Maio non abbiamo mai parlato di governo, e adesso cominceremo a farlo”, aggiunge. Certo è, sottolinea Renato Brunetta, capogruppo FI alla Camera, se è vero che la trattativa sulle Camere era separata da quella sul governo, è anche vero che tutti sanno con”grande chiarezza” che quando “c’è un ampio consenso” questa è la ‘base’ per la formazione del Governo.

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