Rassegna stampa del 5 aprile 2018

ECONOMIA

 
Tim. Controffensiva italiana: Cdp acquista il 5% di Tim sostenendo così il fondo Elliot per scalzare i sei consiglieri nominati dai francesi (Greco su Rep) Alleanza miracolosa: Bollorè è riuscito a cementare un’alleanza contro di lui fatta da governo in uscita, vincitori delle elezioni e un fondo americano (Manacorda su Rep)

INTERNI
 
Vocabolario. Renzi non conosce il significato della parola ‘dimissioni’ e sbaglia a godere quando lo dipingono come indefesso orditore di trame (Mieli sul Cds lancia una freccia al cianuro pure alla giornalista renziana del Corriere) 
 
Fettina di prosciutto. I renziani disponibili a votare Martina segretario a 4 condizioni: segreteria condivisa, assegnazione ai renziani dei posti chiave nel partito (vicesegretario, organizzazione, enti locali, tesoriere), un chiarimento sulla linea politica (ferma opposizione) e primarie prima delle elezioni europee (Meli sul Cds). Tradotto: vogliono lo scontro con Martina 
 
Governo. Nonostante l’ottimo rapporto personale fra Salvini e Di Maio, Lega e M5s governando insieme avrebbero tutto da perdere: flat tax e reddito di cittadinanza non vanno a braccetto e uno dei due perderebbe all’istante la faccia davanti al proprio elettorato (Travaglio sul Ft)
 
Fuoco lento. Per votare il 17 (o il 24 giugno), Mattarella dovrebbe firmare il decreto di scioglimento del Parlamento entro il 2 maggio (o il 9 maggio). Se Lega e M5s non trovassero subito un’intesa allora Mattarella prolungherebbe le consultazioni oltre le due date limite. Poi la prossima finestra elettorale sarebbe ottobre… (Tito su Rep)
 
L’effetto che fa. Renzi manda in avanscoperta Gozi con l’idea della fusione con “En Marche” ma prende schiaffi dal resto del partito, Martina in primis: “Il tema non è andare oltre il Pd ma rilanciarne la missione” (Casadio su Rep)
 
ABC. È ilare sentire che “gli elettori ci hanno dato il mandato di andare all’opposizione”: nessun elettore vota un partito per mandarlo all’opposizione (Chiamparino, con una lettera a Rep, spiega a Marcucci i fondamentali della politica) 
 
Bye bye Renzi. La “renzianissima” Serracchiani abbandona il bulletto: “Il Pd non può andare in letargo anche se qualcuno di noi nutre questa tentazione”, “abbiamo il dovere di fare politica”, “serve una seria analisi della sconfitta”, “sembrava che qualcosa di nuovo fosse sorto ma quel sogno si è infranto con il referendum”, “il Pd (leggi Renzi) si è preoccupato dell’abolizione del Senato e non dei problemi del Paese”, etc, etc… (lettera a Rep)
 
Meloni “stupefacente”. La Meloni da Mattarella propone un governo di minoranza delle destra e addirittura di riformare la legge elettorale anche senza governo (Magri la bastona sulla St)
 
Regione Lazio. Centrodestra lacerato sulle nomine dell’Ufficio di Presidenza. Palozzi, Gasparri e Aracri fanno il pacco a Fazzone (Dimario sul Tempo). Storace sintetizza: “Con un’opposizione del genere Zingaretti gioca a palla” (Canettieri e De Cicco sul Msg)
ROMA
Senti chi parla. L’assessore Bergamo: “Fs in Atac? Se non sono nemmeno in grado di gestire l’emergenza neve…” (int. sul Cds). Invece la Giunta Raggi…
 
Ci mancava solo il marito. Calenda su twitter ironizza sulla Raggi e il marito (o ex?) di lei va in aceto. Social scatenati (Vitale su Rep)

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