Rassegna stampa del 6 aprile 2018

ECONOMIA
 
Tim. Attraverso l’operazione con Cdp, il governo sta avvisando Bollorè che deve trovare un accordo con Mediaset: messe al riparo le aziende dagli attacchi francesi, infatti, Berlusconi potrà ingoiare pure qualche rospo politico e facilitare la nascita di un governo (Meletti sul Ft)
 

INTERNI

 
Segreteria Pd. Renzi fa parte del poliziotto buono con Martina: “I miei non lo vogliono come segretario e faccio fatica a contenerli…” (Meli sul Cds e Ciriaco su Rep). Tradotto: Renzi alza il prezzo per la conferma di Martina. In caso di scontro con l’attuale segretario, però, Renzi non avrebbe nessun kamikaze pronto a immolarsi… 
 
Salvini incazzato. Il leghista furioso con Belrlusconi: “Non erano questi gli accordi su cosa dire alle consultazioni: chiudendo al M5s, Berlusconi rende tutto più complicato. Pensa di favore un’apertura del Pd ma se i democratici aprono lo faranno ai grillini, non a noi” (Lamattina e Mattioli sulla St). Più Di Maio spara contro Berlusconi più mette in difficoltà Salvini (Pucci sul Msg)
 
Consultazioni. Di Maio, Salvini e Berlusconi hanno chiesto a Mattarella altro tempo perchè hanno “trattative in corso”: peccato che ognuno persegua un obiettivo diverso (Magri sulla St)
 
Profezie. Casaleggio in un convegno a porte chiuse di qualche settimana fa: “Si farà un governo M5s-centrodestra con Berlusconi presente solo con ministri d’are che presidino gli interessi delle sue aziende. Il premier sarà una personalità condivisa” (Yoda sul Gn)
 
Yogurt. Di Maio è quello che rischia di più: si muove bene, parla bene ma porta in fronte la data di scadenza: se si brucia in questa partita i suoi committenti lo sostituiranno (Merlo sul Fg)
 
Terremoto. Il commissario straordinario al sisma Paola De Micheli: “Lo stato pagherà tutte le spese sostenute dai cittadini ma niente condoni” (int. sul Msg)
 
Memento. Mattarella ricorda a Di Maio e Salvini che il sistema elettorale è per 2/3 proporzionale e che il al governo lo si forma coalizzandosi. Paradossalmente l’unico partito in condizione di praticare la politica dei due forni è il Pd (Conti sul Msg)
 
Retromarche. Travaglio su Renzi: solo in Italia il più grande collezionista di fiaschi elettorali continua a fare il dominus in un partito (Ft). Pure Berlusconi si lamenta di Renzi con Mattarella: “Ha voluto la legge proporzionale e si comporta come se avessimo votato col maggioritario” (Di Caro sul Cds)
 
Regione Lazio. Le divisioni di Leu sul nome da proporre come assessore al Lavoro e alla Formazione aprono un’autostrada a Zingaretti che alla fine decide da solo e nomina Claudio Di Berardino (Favale su Rep)
 

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