Centrodestra, Salvini accelera: tensione con Berlusconi

Di facciata il centrodestra regge, ma all’interno la coalizione sembra scricchiolare. La soluzione, da parte di Forza Italia, sarebbe quella di evitare un’intesa M5S-Lega.

Nella serata di giovedì, però, le parole di Salvini (“sono pronto a mettermi in campo io”) paiono riaprire a questa possibilità. Il piano nella testa di Berlusconi, ovviamente, è diverso: bisogna venire a patti con il Movimento 5 Stelle, certo, ma mantenendo un forte legame tra Lega e Forza Italia.E’ abbastanza chiaro, da quello che ha detto il leader M5S Luigi Di Maio dopo le consultazioni, che il centrodestra aveva posto un veto sul suo nome a Palazzo Chigi, e prevedeva una serie di ministri indicati non solo dai leghisti ma anche dagli azzurri e da FdI.

Secondo voci circolate con insistenza in tutta la giornata di giovedì, il punto di caduta del piano azzurro poteva essere su un ‘terzo uomo’ (né Di Maio né Salvini), magari il leghista Giancarlo Giorgetti. Con un nome del genere, Forza Italia avrebbe potuto restare ai margini del campo da gioco, con un passo di lato dello stesso Silvio Berlusconi, il quale comunque vuole mantenere una sua influenza su ciò che accade nelle stanze dei bottoni. In pubblico, quasi nulla è uscito dalla bocca dell’ex Cav: ha ascoltato silente le dichiarazioni dello stesso Salvini a Palazzo Giustiniani. Quando il leghista ha lasciato il podio, seguito da Giorgia Meloni, per un momento i cronisti si sono preparati ad un nuovo show anti-grillini di Berlusconi, una chiosa al discorso del leader leghista simile a quella avvenuta al Quirinale giorni fa. Difficile dire se l’ex Cav avesse voglia di parlare. Ad ogni modo, il presidente di Forza Italia si è limitato a dire: “Buon lavoro a tutti”, rivolto ai giornalisti, guadagnando poi l’uscita.Il leader della Lega aveva spiegato di nutrire “la fondata speranza che si riesca finalmente a superare la politica del No”.

L’auspicio, pronunciato alla presenza dello stesso Berlusconi, era che i 5Stelle accettassero di “sedersi al tavolo parlando di programmi e non di posti”. Programmi e posti, però, erano chiaramente al centro di una discussione che ora sembra archiviata.Lo stesso Di Maio ha spiegato di aver rifiutato di sedersi ad un “tavolo a 4”, trattando quindi con tutti i leader del centrodestra, Berlusconi compreso. E non è nemmeno pensabile, per il leader 5 Stelle, un “Di Maio senza la presidenza del Consiglio dei ministri e con ministri che vengano da altre forze” come Forza Italia e Fratelli d’Italia. Reagendo alle parole del leader pentastellato, Forza Italia aveva diffuso una nota sostenendo che “il supplemento di veto pronunciato dal Movimento 5 Stelle dimostra, al di là di ogni ragionevole dubbio, il rifiuto di formare un governo”. Quella del M5S sarebbe “l’ennesima prova di immaturità consumata a danno degli italiani”, mentre “il centrodestra unito e Forza Italia hanno invece dimostrato di essere pronti e compatti nella volontà di dare le risposte che il Paese necessita”. Simile la posizione della leader di Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, secondo cui l’Italia sarebbe “ostaggio del bisogno disperato di Di Maio di sedere sulla poltrona del presidente del consiglio dei ministri”.Ma dopo le consultazioni andate nuovamente a vuoto, da Isernia per raccogliere voti alle imminenti regionali, Salvini ha pronunciato parole che potrebbero preludere ad un clamoroso strappo con Berlusconi: “Non mi interessano le logiche politiche – ha scandito un leader leghista che sembra stanco dei veti che ha dovuto far propri – o si fa un tavolo Centrodestra-M5s o non ho più tempo da perdere. Io ci proverò fino alla fine, e se serve mi metto in campo direttamente io”.

Questa ‘discesa in campo’ leghista, teoricamente, apre alla possibilità di un governo giallo-verde, che lasci isolato Berlusconi. Ed è per questo che, nella tarda serata di giovedì, sono circolate voci di una tensione altissima tra i due alleati.

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