Governo, il punto sulla situazione politica

Era Iniziata di buon mattino la giornata in cui per la terza volta i partiti sono chiamati al Quirinale per le consultazioni necessarie alla formazione del nuovo Governo. Prima l’attesa per l’esito del secondo round del vertice del centrodestra, conclusosi ieri a tarda sera con un nulla di fatto, poi subito al Colle la delegazione del Movimento 5 Stelle, guidato da Di Maio. Ne’ sono mancati i colpi di scena e gli annunci inaspettati: l’incontro alla Camera fra Matteo Salvini, leader della Lega – salito dal presidente Mattarella per chiedere l’incarico di governo per conto della coalizione di centrodestra – e Luigi Di Maio, fermo sulle sue proposte di esecutivo di cambiamento esclusivamente rivolte alla Lega o al Pd (che ha già detto di no).

Poi la novità, ufficializzata dagli stessi Salvini e Di Maio, pur nella distanza delle posizioni, di un accordo a sorpresa sulla data delle prossime elezioni, domenica 8 luglio. Dato in comune fra le due formazioni: hanno ribadito che non voteranno mai la fiducia ad un governo tecnico.

Forza Italia non è disponibile a un appoggio esterno. Se non va al governo va all’opposizione, ma se questo accade significa che il centrodestra si è rotto. Matteo Salvini ha ribadito la sua fedeltà alla coalizione, ovvero a 12 milioni di elettori. Di Maio ha fatto l’ultimo tentativo di spaccare il centrodestra. Ma è stato respinto“, ha dichiarato, anticipando il risultato dell’incontro, la senatrice di Forza Italia, stretta collaboratrice di Silvio Berlusconi, Licia Ronzulli, mentre a Palazzo Grazioli erano ancora riuniti Berlusconi, Salvini e Meloni con i rispettivi ‘colonnelli’. Nel mentre mentre si e’ appreso di una telefonata fra il leader della Lega e il capo politico di M5s prima che il summit di centrodestra iniziasse.

Dopo aver illustrato nello studio alla vetrata del Quirinale le proprie posizioni, Salvini e Di Maio si sono incontrati a Montecitorio. Arriva cosi’ la proposta, da portare insieme a Mattarella, di riaprire le urne il prossimo 8 luglio, in presenza di veti reciproci fra i partiti e in assenza di un governo politico. Ma è questa, per tutta la giornata , l’unica nota all’unisono che viene registrata. Per il resto ognuno, rispettivamente ha continuato a ribadire quanto ha ripetuto in questi giorni, con Di Maio che assicura, peraltro, che il suo passo di lato non è stato concordato con Salvini, ma che era chiaro a tutti che le priorita’ fossero altre rispetto ad una eventuale premiership da contendere.

Oggi ancora una volta il centrodestra di Salvini, Berlusconi e Meloni si e’ presentato unito” per chiedere un mandato per andare in Parlamento a cercare i voti, ha detto il capo politico di M5s Luigi Di Maio in diretta facebook. Ed ha attaccato: “rispetto a un governo del cambiamento Salvini ha scelto ancora una volta Berlusconi. Ma soprattutto da quello che dobbiamo dedurre e’ di formare non un governo del cambiamento di centrodestra, ma un governo dei voltagabbana, della compravendita dei parlamentari, dei traditori del mandato politico nella migliore delle ipotesi“. Poi ha sottolineato: “abbiamo ottenuto il 33 per cento alle ultime elezioni nonostante fossimo dati dai sondaggi al 29 per cento; oggi siamo dati a circa al 35 per cento. Possiamo arrivare al 40 era per cento e governare da soli. Io altre opportunità o chance non ne vedo. Le abbiamo provate tutte con tutti“. Per M5s, ha aggiunto, da oggi e’ partita la campagna elettorale. E ancora: Fi e Pd saranno quelli che più pagheranno le elezioni anticipate.

“Se si andrà al voto, sono convinto che vinciamo da soli e poi finalmente si passa dalle parole ai fatti”, gli ha fatto da controcanto Matteo Salvini. Ce la sto mettendo tutta da due mesi: permettetemi questo sfogo”, ha detto rivolto ai fan che lo seguivano in diretta fb. “E’ da due mesi che mi scontro, fra i ‘no’, i litigi i veti tipo ‘Se c’e’ Di Maio non c’e’ Berlusconi'”, ha ricordato, con riferimento alle richieste confliggenti dei 5 stelle e di Silvio Berlusconi. “Dopo i tira i molla non vorrei che qualcuno avesse in testa l’ennesimo governo Monti”, ha aggiunto. “La Lega ha rinunciato a tutto quello che poteva rinunciare”, ha continuato, ricordando anche lui il suo passo indietro sulla premiership. “A questo punto a Mattarella ho detto ‘Ci sono, ci siamo, mi prendo l’onore e l’onere di provare a cercare una maggioranza’”. “A differenza di qualcun altro”, ha proseguito, criticando apertamente la ‘politica dei due forni’ avviata dai 5 stelle, “escludo Renzi”.

“Ancora adesso leggo dichiarazioni totalmente irresponsabili e superficiali da parte delle altre forze politiche, persino irrispettose verso il lavoro del Colle di queste ore. Qui c’è da dare certezze al Paese con un governo che blocchi l’aumento Iva e loro continuano a giocare al gatto e al topo. E’ davvero incredibile, il Paese non si merita tutto questo”, ha sintetizzato per il Pd, stigmatizzando, il segretario reggente del partito Democratico, Maurizio Martina, uscendo dal Nazareno. “Dopo aver ascoltato il Presidente della Repubblica, la nostra posizione non è mutata: noi pensiamo che si debba partire dall’incarico a Salvini e per un Governo che parta dalla coalizione che e’ arrivata prima alle elezioni”, ha spiegato per Forza Italia Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera. “Se,diversamente, proseguono le posizioni e i veti legati alle posizioni di Di Maio e all’arroganza dei 5 stelle, non resta che il voto”. E sulla data dell’8 luglio Gelmini ha precisato: “adesso mi sembra prematuro parlare di date. Diciamo che o c’è un incarico a Salvini e al centrodestra, all’area politica che è arrivata prima, altrimenti vedo solo il voto. Non vedo maggioranze diverse“.

 

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