La riapertura di Palazzo Merulana, il nuovo hub culturale di Roma

Palazzo Merulana è il nome dell’edificio sull’omonima via, in cui aveva sede l’Ufficio d’Igiene, a Roma. Abbandonato, poi, per decenni, soltanto da qualche giorno è tornato a risplendere, grazie alla mirabile ristrutturazione della SAC spa, società della famiglia Cerasi.

I costruttori romani hanno ottenuto dall’attuale proprietario, il Comune di Roma, una concessione di novant’anni. Lo hanno, quindi, predisposto a diventare luogo espositivo, principalmente per collocarvi la propria collezione, oltre che affittare alcune parti ad uso ufficio.

Grazie alla Fondazione Cerasi, Palazzo Merulana riapre i suoi spazi, caratterizzati da alti soffitti a volta, tanto bianco e linee morbide che fanno da sfondo alla ricercata collezione dedicata all’arte italiana del ventesimo secolo; in particolare le opere sono degli anni venti – ottanta.

La Fondazione è stata istituita nel 2014 e la raccolta comprende, per citare un esempio, un raffinato olio dalle linee classiche, una Diana Cacciatrice del maestro Giorgio de Chirico, del 1919, oltre a diverse opere del suo famoso periodo metafisico.

Un quadro di De Chirico

I capolavori raccolti sono un centinaio, tra pittura e scultura, esposti nell’intero palazzo, che si sviluppa su un pianterreno e quattro piani elevati.

Il piano terra, oltre alla biglietterie e all’angolo book shop a tema capitolino, è un’elegante caffetteria in cui è possibile fare colazione ammirando le sculture di Antonietta Raphaël, il busto di Dante in ceramica policroma di Luigi Ontani, un’opera di Lucio Fontana e un affascinante bronzo di Matteo Pugliese (il busto di un uomo che tenta di liberarsi dalla materia). Le vetrate trasparenti amplificano la bellezza della hall e rendono visibile il loggiato anche dall’esterno.

Si prosegue al secondo piano (al primo sono allocati gli uffici), composto da una spaziosa sala principale attorno dalle quale si accede a piccole sale tematiche.

Qui domina su tutto la scultura – recente acquisto della Fondazione – dal titolo Il direttore delle stelle, del belga Jan Fabre. Attorno a lui, oltre che un divano per vivere al massimo l’ambiente – opere di Arturo Martini (la scultura Vittoria in cammino), Giacomo Balla, Duilio Cambellotti ed altri.

Al terzo piano troviamo Alighiero Boetti, Alberto Savinio, Fausto Pirandello, Mario Schifano, Tano Festa, per citare alcuni nomi.

Il quarto è uno spazio con diverse destinazioni d’uso, da ristorante a sala meeting per congressi ed eventi cultuali.

Ad arricchire la struttura, ancora più su, la terrazza calpestabile da cui si domina via Merulana e si scorgono i suoi palazzi d’epoca.

L’edificio vuole dar vita a percorsi artistici nuovi ed interessanti. Le gallerie saranno messe a disposizione per singole esposizioni e, con il coinvolgimento di sponsor ed altre aziende, creeranno un hub culturale che vedrà un flusso di lavoro costante.

La Fondazione, stabilendo la cifra di 4 euro, con numerose riduzioni previste, per l’ingresso, manifesta il suo intento filantropico di rendere fruibile l’arte, anche per la popolazione meno facoltosa.

Palazzo Merulana (al n. 121 della via) manterrà l’orario 9/20 per tutto il mese di maggio, con la sola chiusura del martedì.

Sabrina Sciabica

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