Scheda: De Gasperi-Fanfani-Andreotti, i Governi senza fiducia

Alcide De Gasperi, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti, ovvero le mega carriere politiche dei tre Presidenti del Consiglio che non ottennero la fiducia del Parlamento. Andreotti ha guidato complessivamente 7 Governi, Fanfani 6, De Gasperi 8. L’ottavo governo De Gasperi giurò il 16 luglio del 1953, ma dodici giorni dopo non ottenne il sì della Camera. Votarono contro comunisti, socialisti, missini e monarchici. Gli altri partiti, ad esclusione della Dc, si astennero.

La polemica fu legata alla legge elettorale approvata poco prima delle elezioni del 1953 e ribattezzata dalle opposizioni “legge truffa“. In totale alla Camera De Gasperi ebbe 282 voti su 583. Il 20 gennaio del 1954 giurò il primo governo Fanfani. L’esecutivo monocolore Dc non ebbe pero’ maggiore fortuna. Anzi, fu il più breve della storia della Repubblica: durò solo 22 giorni, visto che il 30 gennaio il Parlamento si pronunciò negativamente dando il via alle procedure per l’avvio del governo Scelba. In totale alla Camera Fanfani ebbe 260 voti su 563.

Il 18 febbraio del 1972 giurò il primo governo Andreotti, che venne indicato dal capo dello Stato dopo che i socialisti tolsero l’appoggio al governo Colombo. Le Camere tuttavia non votarono la fiducia. In totale al Senato Andreotti ebbe 151 voti su 309. Il primo esecutivo dello storico esponente democristiano detiene ad oggi due record: fu quello che ebbe pieni poteri per meno tempo (il Parlamento si pronunciò nove giorni dopo il giuramento), ma soprattutto portò alle prime elezioni anticipate della storia d’Italia, visto che le Camere vennero sciolte prima della fine della legislatura.

Le Camere si opposero anche al quinto governo Andreotti, il 31 marzo 1979. Al Senato Andreotti ebbe 149 voti su 299. Ma in quel caso fu una “sfiducia” concordata: dopo il rapimento e l’uccisione del presidente della Dc Aldo Moro, i rapporti tra comunisti e democristiani divennero difficili. Il governo di unita’ nazionale di Andreotti, sostenuto esternamente dal Pci, crollò quando quest’ultimo chiese un coinvolgimento diretto nel governo. Il quinto esecutivo Andreotti dunque venne creato solo con l’intento di non ottenere la fiducia e indire elezioni anticipate. Quelle che avrebbero sancito il ritorno dei comunisti all’opposizione. Anche il sesto governo Fanfani, nominato il 18 aprile 1987 e respinto dal Parlamento dieci giorni dopo, portò a elezioni anticipate. Ma in questo caso a destare curiosità furono le modalità del no delle Camere: socialisti, socialdemocratici e radicali votarono la fiducia, mentre il partito di Fanfani, la Dc, no. Alla Camera Fanfani ebbe 240 no, 131 sì e 193 astenuti.

Commenta

commenta

Rispondi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi