Fontana, il Ministro della famiglia al centro delle polemiche su gay e aborto.

Laureato in Scienze Politiche, ha particolarmente a cuore il tema demografico, Fontana, già vicesegretario della Lega Nord si descrive su Twitter come “veronese e cattolico”. A fine maggio ha partecipato alla Marcia per la Vita di Roma per caldeggiare l’abrogazione della legge 194 sull’aborto. In una intervista al settimanale del terzo settore Vita spiegava come “la politica deve occuparsi della famiglia, non possiamo perdere altro tempo. I figli sono l’investimento del futuro. Ogni anno è come se perdessimo una città delle dimensioni di Padova”.

Ancora più forti però sono le sue prese di posizione su aborto e unioni civili. Il suo essere cattolico lo pone nettamente contrario all’aborto e schierato per politiche più incisive per la famiglia. Tutto lascia pensare che possa portare avanti le battaglie tradizionali. Come ricorda Verona Sera sul suolo veronese la Lega ha condotto battaglie sui temi della “famiglia”, difendendo quella cosiddetta “naturale”, composta da “un uomo e una donna” (sono a rischio le “Unioni civili”?), provando ad incentivare le nascite, in particolare tra i cittadini italiani, e occupandosi di temi quali il “fine vita” e l'”aborto” in un’ottica rigorosamente “cattolica”.

La sua posizione sulla difesa della vita e della famiglia finirà direttamente nelle priorità del suo ministero. Il vicesegretario della Lega e vicepresidente della Camera dei Deputati ha detto: “Se non si rispetta la vita dal concepimento alla fine naturale si arriva ad aberrazioni come quelle di cui siamo stati e siamo testimoni. È tipico delle dittature: il nazismo omologava per razza, il comunismo per classe sociale e oggi si tenta di omologare per interessi economici o per concezioni di vita. L’anziano non autosufficiente? ‘Un peso per la sanità, dunque un peso per lo Stato… che muoia’ dicono“.

È intervenuto anche sul caso Alfie, il bambino inglese malato terminale e morto in una clinica inglese: “Una vicenda allucinante e purtroppo anche un segno premonitore di quello che potrà accadere in tutta Europa se la deriva nichilista dovesse continuare. Fa venire i brividi il fatto che un tribunale decida di far morire una persona, in questo caso un bambino di 23 mesi, perdipiù contro la volontà ferrea, eroica dei suoi genitori. Quello che sta succedendo ci permette di capire ancora meglio in che tempi viviamo oggi in Europa“.

Al convegno dell’associazione Pro Vita Onlus che si era tenuto a Verona, il neo ministro della Famiglia Lorenzo Fontana spiegava come i matrimoni gay e la teoria del gender, da un lato, e l’immigrazione di massa dall’altro, “mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni” paventando il rischio di “cancellazione del nostro popolo“. “Da un lato l’indebolimento della famiglia e la lotta per i matrimoni gay e la teoria del gender nelle scuole, dall’altro l’immigrazione di massa che subiamo e la contestuale emigrazione dei nostri giovani all’estero. Sono tutte questioni legate e interdipendenti, perché questi fattori mirano a cancellare la nostra comunità e le nostre tradizioni. Il rischio è la cancellazione del nostro popolo“.

Per Fontana l’esempio da seguire è la Russia: “Se trent’anni fa la Russia, sotto il giogo comunista, materialista e internazionalista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie e di difesa della famiglia e della tradizione, oggi invece è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società“.

 

 

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