Migranti, tutti i numeri dell’accoglienza nei Paesi Ue

In queste ore si è tornato a parlare moltissimo di accoglienza dei migranti, dopo il contenzioso tra Italia e Malta per la vicenda della nave Aquarius. Ma come funziona l’accoglienza nell’Unione Europea? I migranti che arrivano sulle coste europee possono presentare richiesta d’asilo in base a quanto previsto dal regolamento di Dublino, in vigore dal 1 gennaio 2014. Il principio generale è che qualsiasi domanda di protezione internazionale deve essere avanzata solo nel primo Paese dell’Unione in cui il migrante mette piede, solitamente Italia e Grecia, Spagna o Ungheria. Allo stato attuale, poi, un rifugiato può circolare solo per tre mesi all’interno della Ue, ma non si può trasferire legalmente in nessun altro Stato per lavorare, studiare o vivere stabilmente. Questo perché, nell’ordinamento dell’Unione non esiste il principio del mutuo riconoscimento della protezione internazionale. Diversa è la situazione per chi, pur tentando di fuggire da condizioni di povertà, non hanno lo status di rifugiati.

QUANTI SONO I MIGRANTI E I RIFUGIATI CHE ABITANO NEI DIVERSI STATI DELLA UE?
Calcolare il numero esatto non è facile: oltre ai richiedenti asilo, ci sono anche altri migranti regolari e irregolari e quelli che, dopo essere sbarcati nei singoli Paesi, attendono che la loro domanda di asilo venga valutata. In base ai dati raccolti dall’Unhcr, alla fine del 2016 l’Europa ospita, in totale, 5,2 milioni di rifugiati, un numero in grande crescita negli ultimi anni (+18% rispetto a fine 2015, +68% rispetto al 2014). Il Paese europeo che ne accoglieva di più in proporzione alla popolazione era la Svezia, che ne ospitava 230.164, in media 23,4 ogni 1000 abitanti. Al secondo posto, proprio Malta che ha aperto le porte a 7.948 persone, con una media 18,3 ogni 1000 abitanti, seguita dalla Norvegia, dove hanno trovato accoglienza ben 59.522 rifugiati, pari a 11,4 ogni 1000 abitanti. Scalando di diverse posizione, si trova la Germania, con 669.482 migranti che hanno ottenuto asilo, pari a 8,1 ogni 1000 abitanti. La Francia, invece, ospita 304.546 rifugiati, appena 4,6 ogni 1000 cittadini francesi. Fanalino di coda la Grecia, con 21.484 persone che hanno ottenuto la protezione internazionale, pari a 2 ogni 1000 abitanti e la Gran Bretagna che ospita 1,8 rifugiati ogni 1000 persone, pari a 118.995.

COSA SUCCEDE IN ITALIA?
A fine 2016, il nostro Paese aveva concesso al protezione internazionale a 147.370 persone, 2,4 ogni 1000 italiani. Le richieste di asilo, però, com’è emerso dai dati pubblicati dalla Fondazione Ismu, sono aumentate in maniera esponenziale nel 2017, raggiungendo quota 130 mila, cifra record per il nostro Paese. Lo scorso anno, sempre secondo Ismu, è aumenato dell’8,4% anche il numero di chi, alla fine del lungo iter, ottiene lo status di rifugiato (contro il +5,3% l’anno precedente).

I RICOLLOCAMENTI.
Italia e Grecia sono i Paesi di frontiera che si trovano ad accogliere in prima battuta il maggior numero di migranti. L’Ue ha riconosciuto le storture prodotta dal sistema Dublino e ha deciso di agire per evitare che “la pressione diventi intollerabile”. Nell’estate del 2015, presa coscienza della crisi umanitaria nel Mediterraneo, Bruxelles ha chiesto agli Stati membri di compiere uno sforzo di solidarietà e aderire a un programma per ricollocare i richiedenti asilo. In base agli impegni assunti, ben 98.255 persone (34.953 provenienti dall’Italia e 63.302 dalla Grecia) entro il 31 maggio avrebbero dovuto trovare protezione in altri Stati membri. Le promesse, però, sono state mantenute solo in parte. Appena il 35,3 dei profughi ha potuto stabilirsi altrove. Tra questi, 12.690 hanno chiesto asilo in Italia e 21.999 in Grecia. Il Paese più virtuoso è stato Malta, che ha ecceduto la quota prevista, dando una casa a 168 richiedenti asilo, una trentina in più rispetto ai 131 che La Valletta si era impegnata accogliere. In testa anche il Lussemburgo che ha rispettato le promesse al 98,6%, con 549 migranti accolti rispetto ai 557 che di cui aveva promesso di prendersi carico, la Finlandia (95,3%), che ha dato una casa a 1980 dei 2078 richiedenti asilo che doveva aiutare, e la Svezia (80,9%), che ha aperto le porte a 3048 persone dei 3766 di cui si doveva occupare. Fanalino di coda la Repubblica Ceca, con 12 persone accolte, pari allo 0,44% dei 2691 che si era impegnata a aiutare, la Slovacchia, con 16 persone su 902, pari all’1,78% e l’Austria, che ha appena 43 persone, pari al 2,2% dei 1953 richiedenti asilo che avrebbe dovuto ricollocare. Le operazioni vanno a rilento anche in Croazia, Bulgaria. Male anche la Spagna, che ha rispettato gli impegni solo per il 14,6%, dando una casa appena 1359 dei 9323 migranti di cui aveva promesso di farsi carico. La Francia, invece, ha adempiuto per il 25,5%, accogliendo 5029 persone, contro i 19.714

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