Commissioni parlamentari, il Pd riempie prime caselle con ex squadra governo

Si riempiono le prime caselle del Pd con i nomi dei componenti delle commissioni parlamentari in vista della scadenza fissata per lunedì. Fino a quella data potrebbero ancora subire variazioni, ma il quadro generale è stato tracciato.

Matteo Renzi è confermato in commissione Esteri Senato mentre l’ex premier Paolo Gentiloni alla Esteri di Montecitorio. Insieme a Renzi, l’ex ministro della Difesa Roberta Pinotti e, con Gentiloni, l’ex ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e l’ex ministro della Difesa Marco Minniti oltre a Piero Fassino. Commissione Difesa di Montecitorio per l’ex titolare dello Sport, Luca Lotti. Con lui Ettore Rosato, attualmente il vicepresidente della Camera in quota Pd. Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia, sarebbe destinato alla commissione Ambiente, invece l’ex titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan, alla Bilancio insieme a Marianna Madia, ex Pubblica amministrazione, e alla ex sottosegretaria di Palazzo Chigi Maria Elena Boschi.

Valeria Fedeli, ex ministro dell’Istruzione, va alla commissione Politiche europee del Senato. Il capogruppo dei deputati Graziano Delrio (ex ministero Infrastrutture e Trasporti) passa alle Politiche europee, ma della Camera. Il capogruppo dei senatori Andrea Marcucci invece è indicato per la prima commissione del Senato (Affari costituzionali). Il segretario reggente ed ex titolare delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, opta per la commissione Affari costituzionali della Camera, così come il presidente Pd Matteo Orfini. Il coordinatore della segreteria Lorenzo Guerini è dato in commissione Esteri Camera.

Tra gli ex sottosegretari dei Governi Renzi e Gentiloni eletti alla Camera, Antonello Giacomelli è indicato per la commissione Trasporti, Tommaso Nannicini alla commissione Lavoro, Vito De Filippo agli Affari sociali, Cosimo Ferri alla Giustizia insieme a David Ermini e a Walter Verini. Questi ultimi tre avranno il difficile compito, nelle intenzioni del Pd, di difendere le riforme fatte dai due governi precedenti.

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