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Ocse: Italia maglia nera per produttività, Irlanda al top

L’Italia è la maglia nera tra i Paesi industrializzati per i livelli di produttività. E non solo dalla crisi, ma almeno dal 2001 in poi.
A pesare negli anni più recenti è anche il fatto che la maggior parte dei nuovi posti di lavoro riguarda settori con una produttività relativamente bassa, come è avvenuto, del resto, in altri Paesi, tra cui Usa, Gran Bretagna e Spagna.
E’ quanto emerge dal “Compendio degli indicatori sulla produttivita”, realizzato dall’Ocse che in generale segnala un rallentamento rispetto agli anni pre-crisi della crescita della produttivita’ nell’intera area dei Paesi industrializzati. In Italia la situazione risulta un po’ diversa, ma sempre da fanalino di coda: tra il 2010 e il 2016 la produttivita’, intesa come Pil per ora lavorata, e’ aumentata solo dello 0,14% medio annuo, il dato peggiore a parte quello della Grecia (-1,09%). Ma tra il 2001-2007 la Penisola è ultima in assoluto con una flessione dello 0,01% annuo, con l’unico segno meno, per quanto contenuto, tra i circa 40 Paesi presi in considerazione dal rapporto.
Nell’insieme, una situazione diproduttivita’ quasi immobile. Tra il 2010 e il 2016 la palma per la crescita della produttivita’ va all’Irlanda con +6,12%, seguita dal Costa Rica (+3,07%) e dalla Turchia (+3,06%). La Germania segna +1,04% (ma nel 2001-2007 era +1,33%), la Francia +0,84% (dopo +1,21%), la Gran Bretagna +0,23% (da 1,98%), il Giappone +0,85% ( da +1,36%)e gli Usa +0,36% (da +2,03%).
La crescita media della produttivita’ per l’intera Ocse e’ passata dal +1,77% del 2001-2007 allo 0,80% del 2010-2016 e per l’area euro dall’1,01% allo 0,95%. Il rallentamento della produttivita’ – rileva l’Ocse – ha riguardato soprattutto il settore manifatturiero e il divario tra grandi gruppi e piccole imprese resta ampio.
La forte incidenza di lavori a bassa produttivita’ ha pesato sui salari medi e sebbene ci sia una ripresa della produttivita’ negli anni piu’ recenti, in molti settori i salari continuano ad avere una dinamica inferiore a quella della produttivita’.
La mancata correlazione tra la crescita dei salari e quella della produttivita” che vediamo in molti Paesi Ocse puo’ essere un fattore di disparita’ di reddito e ricchezza”, ha commentato Martin Durand, la responsabile delle Statistiche Ocse.
L’Ocse sottolinea che in fine dei conti la produttivita’ e’ una questione di “lavorare in modo piu’ intelligente” piu’ che semplicemente “lavorare di piu'” e riflette la capacita’ di un’azienda di produrre di piu’, combinando meglio i vari fattori della produzione attraverso nuove idee e innovazioni tecnologiche come pure dei processi e dell’organizzazione. E non e’ certo un caso se la maglia rosa della produttivita’, l’Irlanda, ha il primato anche degli investimenti in prodotti della proprieta’ intellettuale, come RD e software, che nel 2016 hanno toccato il 56% degli investimenti totali.

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