Tria promette: Niente manovrina nel 2018. Flat tax con percorso progressivo

Nessuna manovrina nel 2018. Ad assicurarlo è il titolare dei conti pubblici, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, secondo cui c’è il rischio “di una moderata revisione al ribasso per la previsione di crescita 2018” ma “dalla mia interlocuzione con l’Ue mi è parso che prevalga l’orientamento di aspettare i dati del consuntivo“. Insomma, l’Europa per ora non chiede un aggiustamento dei conti e l’Italia di certo non ha intenzione di proporsi per farlo.

La linea programmatica del nuovo inquilino di via XX Settembre, che proprio sul suo ‘programma’ ha tenuto un’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato riunite a Montecitorio, è estremamente prudente: l’obiettivo resta la crescita ma “in una direzione che non porti al peggioramento del saldo strutturale“. Un proclama che sembra un segnale di stop per l’esuberanza di Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Insomma, da una parte c’è l’annuncio di tutta una serie di provvedimenti contenuti nel ‘contratto’, dall’altro il continuo richiamo alla necessità di tenere i conti pubblici in ordine. “Atti di governo che mettano in dubbio la tenuta dei conti e il mantenimento della traiettoria di consolidamento fiscale fino a prova contraria non ce ne sono stati – ha assicurato Tria – e su questo c’è unità nel governo“. Anche perché l’obiettivo di ridurre deficit e debito resta prioritario, sebbene “riteniamo che la previsione del Def a legislazione vigente per anni successivi, in particolare per il 2019, implichi un aggiustamento troppo drastico“. E dunque “abbiamo avviato un dialogo con la Commissione Ue nell’intento di fissare un obiettivo più coerente con l’obiettivo del governo di favorire crescita e occupazione“.

Più flessibilità, insomma, ancora una volta, per favorire la ripresa degli investimenti pubblici, che sono un pallino del professore di Tor Vergata. E, a tal proposito, ha detto: “Non mi piace concentrarmi sulla critica dei precedenti governi ma se c’è stato un crollo degli investimenti pubblici le cause possono essere varie ma certamente non è un fatto di natura“. Questo, ha aggiunto, “ha già posto problemi nella mia capacità contrattuale in Europa perché quando si chiede per anni flessibilità per investimenti pubblici e poi si fa il contrario è chiaro che bisogna dimostrare una svolta per avere maggiore capacità contrattuale“.

Per la realizzazione della priorità di governo “saranno attivate tre task force: welfare, fisco e investimenti pubblici d’intesa con tutti i ministeri interessati“, ha annunciato il titolare del Mef, senza però fornire un timing preciso. Certo, “non penso che si debba rinviare tutti i provvedimenti che hanno un costo“, ha sottolineato, spiegando che questo “alimenta l’incertezza sui mercati“. Bisogna invece tenere sempre a mente la tutela dei conti pubblici. La flat tax, per esempio, “non si rinvia, ma va trovato un cronoprogramma per l’applicazione progressiva” con priorità “a ceti medi e bassi“.

Il reddito di cittadinanza, che “non sarà assistenziale“, avrà un ruolo “ben definito, ma si può articolare in vari modi, i ministeri interessati lo stanno studiando“. La patrimoniale, invece, “non è in discussione attualmente, e io sono contrario“. In ogni caso, “gli obiettivi di medio termine dovranno un po’ slittare, perché dobbiamo portare a termine il contratto di governo e perché non è il momento di fare manovre troppo ‘pesanti’ e restrittive”.

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