Rassegna stampa del 5 luglio

INTERNI
 
Narcosi imperante. L’analfabeta istituzionale Salvini, attuale Ministro dell’Interno, accusa i giudici di attività eversiva e il Presidente del Consiglio e il Ministro della Giustizia tacciono. Ma non Peppino Conte non si era definito “l’avvocato del popolo?” (Ferrarella sul Cds) 
 
Salvini vs Boeri. Boeri parla di numeri, di scenari, di questione demografica, di equità sociale e generazionale. La Lega pensa al consenso immediato (Manacorda su Rep)
 
Siamo uomini o deputati. deputati grillini si fanno i conti in tasca e scoprono che fra oboli alla Casaleggio, quote per il microcredito e rendicontazioni potrebbero rimetterci economicamente. I dissapori iniziano a essere pubblici (Cuzzocrea su Rep)
Decreto dignità. La Lega pressa per alcune modifiche ma Di Maio è irremovibile: è l’unica bandiera simbolica che gli è rimasta e non la può ammainare (Gentili sul Msg)
Emorragia. Esodo di esponenti locali di Fratelli d’Italia verso la Lega. Il problema per la Meloni è che l’esodo avviene sopratutto nel Lazio, in teoria roccaforte del partito (Farina su Lib)
 

PD

 
Armata pesante. Dopo Gentiloni scendono in campo i big del giornalismo per il congresso subito. Paolo Mieli: “Se si prendesse altro tempo sarebbe un pessimo segnale”. C’è bisogno bisogno di “leader energico, trascinatore scelto in una competizione vera, aperta…” (Cds)
 
Renziani confusi. Non sanno che pesci prendere: chi vuole il congresso prima delle europee, chi dopo, chi non si fida di Martina. In tutto questo non hanno nemmeno un candidato (Bertini sulla St)
 

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