Rolling Stone contro Salvini: “Chi tace è complice”. Lui: “Accuse radical chic”

Noi non stiamo con Salvini“. E’ la copertina del nuovo numero della rivista Rolling Stone, in edicola oggi. “Da adesso chi tace è complice”, è il messaggio del mensile, che ha chiesto di prendere posizione a musicisti, attori, scrittori, figure legate al mondo dello spettacolo. Il ministro dell’Interno risponde con un’alzata di spalle: “Appelli radical chic“.

Il senso dell’iniziativa di Rolling Stone è spiegato in un editoriale, riportato anche sul sito. “Fa male vedere, giorno dopo giorno, un’Italia sempre più cattiva, lacerata, incapace di sperare e di avere fiducia negli altri e nel futuro“. E ancora: “Non vogliamo che IL nostro Paese debba trovare un nemico per sentirsi forte e unito. Per questo non possiamo tacere“, si legge. “I valori sui quali abbiamo costruito la civiltà, la convivenza, sono messi in discussione – è la preoccupazione di Rolling Stone -. Ci troviamo costretti a battaglie di retroguardia, su temi che consideravamo ormai patrimonio condiviso e indiscutibile. I sedicenti ‘nuovi’ sono in realtà antichi e pericolosi, cinicamente pronti a sfruttare paure ancestrali e spinte irrazionali“. E dunque “dobbiamo opporci a chi ci porta indietro, a chi ci costringe a diventare conservatori. Not in my name, non nel mio nome, nel nostro nome”. E’ “fondamentale prendere una posizione chiara – si legge ancora – crediamo che volgere lo sguardo dall’altra parte e aspettare che passi la bufera equivalga a essere complici, crediamo, una volta di più, nel soft power della cultura pop, nella sua capacità di unire, condividere, accogliere“, scrivere ancora la rivista che, si ricorda, sin dalla sua fondazione si è sempre contraddistinta per “impegno nella vita politica e sociale, lotta al fianco degli ultimi e coraggio nel dire sempre da che parte sta“.

Il messaggio è stato raccolto da una lunga sfilza di artisti. “Tanti sono stati contattati, non tutti hanno risposto“, si sottolinea.

Tra i firmatari dell’appello

i cantanti: Vasco Rossi, Caparezza, Elisa, Diodato, Lo Stato Sociale, Emma Marrone, Ermal Meta, Negramaro, Roy Paci, Tommaso Paradiso;

gli attori: Marco D’Amore, Carolina Crescentini;

gli scrittori Daria Bignardi, Erri De Luca, Sandro Veronesi;

i registi Daniele Vicari, Gabriele Muccino;

i giornalisti Barbara Serra e Michele Serra;

e ancora Chef Rubio, la Fandango, Linus, Zerocalcare.

Se Il Pd plaude all’iniziativa, Salvini dapprima ironizza, e dice a margine di un evento al Viminale: “Sono strani questi attacchi ad personam, ma alcuni di questi cantanti e registi mi piacciono e continuerò a seguirli“. Poi però attacca: “Gli appelli non vengono dagli operai, dagli studenti, dai pensionati e da chi vive nelle case popolari. Qualcuno di questi multimilionari, firmatari di appelli radical chic, spalancasse le porte della propria megavilla e accogliesse a sue spese chi ritiene. Io tiro dritto nel nome della sicurezza, dell’ordine, del controllo dei confini, della chiusura dei porti e all’apertura degli aeroporti per chi scappa davvero dalla guerra“. Dopodiché “se c’è qualcuno che se la vuol cantare e suonare hashtag ‘canta che ti passa’ e divertiamoci, perché la musica è sempre bella“. Su facebook, infine, l’ennesima: “Ovviamente non spenderò mai una lira per comprare questa rivista“, scrive il vicepremier.

A. Scutiero

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