“Dal 2013 operative poco più di metà delle leggi approvate”. Lo studio CoMar

Dal 2013 ad oggi poco più della metà delle leggi approvate sono diventate operative (il 54,3%) e sono stati adottati solo 763 provvedimenti attuativi sui 1.404 previsti. E’ quanto emerge da uno studio sull’attività normativa dei Governi realizzato da CoMar, società di consulenza direzionale, analisi economiche e affari istituzionali, che ha preso in esame tutta la Legislatura uscente (XVII – dal 15 marzo 2013 al 22 marzo 2018 ) e la fase iniziale della nuova (XVIII), comprensiva sia degli affari correnti del Governo Gentiloni che del primo mese del Governo Conte (dal primo giugno a oggi). Un focus particolare è stato dedicato alle Riforme Economiche. Anche quando una Legge viene pubblicata in Gazzetta Ufficiale non sempre si realizza quanto previsto, perché per la sua operatività mancano i provvedimenti attuativi, anche a distanza di molti anni. Il monitoraggio di tutte le leggi approvate dall’aprile del 2013 fino al 10 luglio scorso, evidenzia, infatti, che, dei 1.404 provvedimenti complessivi richiesti, ne sono stati adottati solo 763, equivalenti al 54,3% del totale, mancandone ben 641. Per le leggi del triennio 2014-2016 (corrispondente al periodo del Governo Renzi), il livello di attuazione è ancora fermo al 70,1% (589 provvedimenti attuativi approvati su 840 previsti), mentre per le leggi approvate dall’inizio del 2017 a oggi (corrispondente al periodo dei Governi Gentiloni e Conte), l’operatività è al 30,8%, perché i provvedimenti attuativi sono stati solo 174 su 564.

Lo studio si basa su rielaborazioni di dati quantitativi, tratti da fonti ufficiali, quali Presidenza del Consiglio, Ministero Sviluppo Economico, Ministero Economia e Finanze (e Agenzie), Ministero Infrastrutture e Trasporti, Ministero Salute. La gran parte delle cifre sono aggiornate al 1 giugno 2018, giorno dell’entrata in carica dell’attuale Governo, anche per segnare l’eredità lasciata in carico all’attuale Governo. Nel periodo che copre la XVII Legislatura e i primi mesi della XVIII, sino all’insediamento dell’attuale Governo, si sono tenute 278 riunioni del Consiglio dei Ministri. Ed in particolare 50 per il governo Letta (aprile 2013 – febbraio 2014; giorni 300; una riunione ogni 6 giorni); 143 per il governo Renzi (febbraio 2014 – dicembre 2016; giorni 1025; una riunione ogni 7,2 giorni); 85 per il governo Gentiloni (dal dicembre 2016 al 1° giugno 2018; giorni 537; una riunione ogni 6,3 giorni).

I provvedimenti legislativi deliberati sono stati 708 (686 pubblicati in G.U.), la gran parte dei quali rappresentati da decreti legislativi (344), seguiti da disegni di legge (263, in progressiva crescita nel corso del quinquennio) e, quindi, da decreti-legge (101, in decremento; dai 2,7 al mese nel 2013 agli 1,1 del 2017; non si considerano gli 0,6 del 2018, essendo il Governo in carica solo per il disbrigo degli affari correnti). I provvedimenti attuativi adottati per rendere operative le leggi sono stati 1789 (ogni legge ne prevede mediamente tra i 13,6 di Letta e gli 8,2 di Gentiloni). I provvedimenti di natura non governativa, bensì nati da iniziativa altra, principalmente parlamentare, erano stati 93 (su 708).

Le riforme economiche approvate dai Governi Letta, Renzi e Gentiloni e la Legge di Bilancio 2018 comportavano un totale di 1.046 provvedimenti attuativi. Di questi, ne erano stati approvati 730, equivalenti al 69,8%; e, quindi, ne mancavano 316 (per 145 si era già oltre i previsti termini di scadenza). Considerandoli singolarmente, al momento del passaggio al Governo Conte, il livello di attuazione delle decisioni del Governo Letta era all’89,2%; quello del Governo Renzi all’82%, mentre per il Governo Gentiloni era al 30,4%. La sola legge sulla Concorrenza (giunta con due anni di ritardo rispetto alle attese) richiedeva 28 provvedimenti attuativi e ne vedeva realizzati 5, ovvero il 17,9%.

La legge di Bilancio, poi, prevedeva, da sola, 151 disposizioni (77 delle quali prevedevano termini temporali): al subentro dell’attuale Governo, se ne registravano 41, ovvero il 27%, con 110 ancora da adottare (dei quali 59 erano già scaduti). Ci sono poi alcuni temi economici lasciati dai precedenti Governi all’attuale e, quindi, in attesa di definizione. In particolare, Giochi: riduzione slot e coordinamento regioni; Investimenti: correzione Codici Appalti; Lavoro: funzioni pubbliche ai professionisti; misure di protezione sociale; salute dei lavoratori; Privacy (GDPR – UE 679): regolamento; Risparmio: fondo ristoro vittime da danno ingiusto banche; Sanità: riduzione dei superticket.

Secondo lo studio Il livello di attuazione delle Riforme economiche del Governo Gentiloni (oltre Legge Concorrenza e Legge Bilancio suddette), al primo giugno, era: il 50% per la tutela del risparmio (DL 237/2016); il 70% per Mezzogiorno, Taranto, Gioia Tauro (DL 243/2016); il 46,9% per la manovrina fiscale e finanza locale (DL 50/2017); il 55,5% per Mezzogiorno bis e il 41,6% per il decreto fiscale (DL 148/2017). Quanto alle proposte di legge di iniziativa parlamentare, nella XVII Legislatura ne sono state presentate 7.434 proposte; di queste, tuttavia, solo 91, equivalenti all’1,22%, avevano avuto esito positivo, giungendo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Riguardo al Governo Conte, nelle sue 9 riunioni ha sinora deliberato 8 provvedimenti normativi: 5 decreti legge (Tribunale di Bari; proroga fatturazione elettronica; riordino attribuzioni Ministeri beni culturali, agricoltura, ambiente, famiglia; cooperazione Italia-Libia per cessione motovedette; dignità lavoratori e imprese); un decreto legislativo (in attuazione direttiva UE, su previdenza complementare nei casi di mobilità lavoratori fra Stati membri); due disegni di legge (Rendiconto Generale dello Stato 2017; Assestamento di Bilancio 2018). A questi si potrebbero aggiungere altri 4 decreti legislativi, per quanto approvati in via preliminare e, quindi, in itinere (navi adibite a navigazione interna; struttura Bilancio dello Stato; ruoli Forze Polizia; compiti Vigili del fuoco). Il Governo Conte si è riunito, sinora, in media, ogni 5,2 giorni, con maggiore frequenza di quelli Letta, Renzi, Gentiloni.

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