Sul Decreto dignità è scontro Confindustria – M5s: “Fanno terrorismo psicologico”

Confindustria oggi dice che con il Decreto Dignità ci saranno meno posti di lavoro. Sono gli stessi che gridavano alla catastrofe se avesse vinto il no al Referendum, poi sappiamo come e’ finita. Sappiamo come finirà anche in questo caso. Non possiamo più fidarci di chi cerca di fare terrorismo psicologico per impedirci di cambiare“. E’ quanto dichiarato oggi dal vice premier, Luigi Di Maio in un post sui social nel quale afferma che ”siamo dalla parte dei cittadini e non faremo nessun passo indietro“.

Il Decreto Dignità – sostiene il vice premier – combatte il precariato per permettere agli italiani, soprattutto ai più giovani, di iniziare a programmare un futuro. Cioè permette di creare quelle condizioni che sono la base per fare impresa, per rilanciare i consumi e per creare un circolo virtuoso. Dopo anni di precariato, e di leggi che hanno massacrato i lavoratori, e’ ormai evidente che queste politiche non hanno aiutato nessuno: ne’ i lavoratori, ne’ gli imprenditori. Sono convinto che gli effetti del Decreto Dignita’ porteranno anche Confindustria a questa conclusione“.

Ed a proposito è intervenuto anche il vicepresidente della Commissione Lavoro alla Camera Davide Tripiedi, che afferma:  “Gli attacchi che Confindustria sta facendo al Decreto Dignita’ sono inaccettabili. Si tratta del primo provvedimento a sostegno dei lavoratori, dopo anni di immobilismo e di deregolamentazioni selvagge. Anni di precariato e di strategie aziendali scellerate. L’accusa di avere un approccio punitivo nei confronti dei “prenditori” che non hanno in minima considerazione le vite di migliaia di lavoratori, decidendo di chiudere stabilimenti e di spostarsi all’estero, e’ ridicola e non dimostra un briciolo di umanitàQuanto ai presunti effetti negativi sull’occupazione di cui parla Confindustria per la limitazione dei contratti a termine, e’ bene chiarire che non si basano su dati scientifici e che perdono di vista il reale problema dei contratti a tempo rinnovati senza criterio: non assicurare alcuna stabilità ai lavoratori solo per non vincolare gli imprenditori“, continua Tripiedi che conclude: “Pensare che il Decreto Dignità porti a una diminuzione degli investimenti e’ un’affermazione strumentale. Il ministro Di Maio ha ripetuto piu’ volte di essere a fianco delle imprese per lo sviluppo del Paese, e di voler intervenire sugli incentivi per i contratti a tempo indeterminato e sul costo del lavoro“.

Ma quale era la posizione di Confindustria sul decreto in questione? Per la principale associazione di rappresentanza per le imprese manifatturiere di servizi in Italia,il decreto dignità “pur perseguendo obiettivi condivisibili – avevano detto – rende più incerto ed imprevedibile il quadro delle regole per le imprese disincentivando gli investimenti e limitando la crescita. Evitare brusche retromarce sui processi di riforma avviati, vanno approvati ‘alcuni correttivi’, che intervengano sulle causali per i contratti a termine e sulle norme ora ‘punitive e poco chiare’ sulle delocalizzazioni”.

 

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