Sanità, ddl Grillo su sicurezza operatori: pene più severe sulle violenze

l Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera – su proposta della ministra della Salute Giulia Grillo – un disegno di legge che introduce “disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie nell’ambito dell’esercizio delle loro funzioni”.

Il testo, composto da tre articoli, modifica l’articolo 61 del codice penale introducendo l’aggravamento di pena per gli atti di violenza e anche le minacce nei confronti degli operatori sanitari nell’esercizio della loro attività. Viene inoltre istituito l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza di tutto il personale della Sanità. Dal ddl entrato a Palazzo Chigi è stato però tolto un articolo che, emendando il decreto Minniti sulla sicurezza urbana, avrebbe previsto l’inclusione dei presidi ospedalieri nel novero delle aree urbane suscettibili di particolari tutele, come si legge in una bozza della relazione introduttiva. A oggi tali aree sono limitate a scuole e università, musei, aree e parchi archeologici, luoghi di interesse culturale. Non è escluso che il tema venga riproposto in Parlamento.

Per il ministro Grillo, si tratta di un provvedimento che vuole essere un segnale forte per tutti i dipendenti del Servizio sanitario nazionale. I ripetuti, ormai continui episodi di aggressioni e minacce in corsia, nei pronto soccorso e negli ambulatori, non possono più essere tollerati. E faremo di tutto per proteggere chi si prende cura di noi con tanto sacrificio.

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