“Le incoerenze di Roma”. ‘Le Monde’ fa il punto sui primi mesi di Governo M5S-Lega

La ‘realta’ politica che emerge sempre piu’ chiaramente è il peso crescente di Salvini e della Lega

”L’ora della verità si avvicina per l’insolita coalizione che prova a governare l’Italia da tre mesi”: “incoerenze e contraddizioni si moltiplicano a Roma in modo preoccupandte” nei dossier scottanti che affollano la scrivania del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Così in editoriale intitolato ‘le incoerenze di Roma’ ‘Le Monde’ fa il punto sui primi mesi del Governo M5S-Lega.

“Inevitabilmente – rileva il quotidiano francese- la preparazione della manovra annunciata come rivoluzionaria mette in evidenza le più forti tensioni. La coalizione tra il Movimento 5 Stelle e la Lega, il partito di estrema destra di Matteo Salvini, non può nascondere un’evidenza: la maggior parte delle promesse fatte durante la campagna elettorale sono impossibili da finanziare, salvo far esplodere i conti pubblici che già sono messi male. Lo scontro con Bruxelles (…) sembra inevitabile. I responsabili della Lega al Governo non nascondono il loro poco rispetto della regola di un deficit sotto il 3% del pil” come previsto dai parametri di Maastricht, scrive ‘Le Monde‘ ricordando le parole del vicepremier Salvini contro i vincoli Ue sulla spesa per infrastrutture dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. “La realtà politica che emerge sempre più chiaramente sul fondo di incoerenze – sottolinea ancora ‘Le Monde’- è il peso crescente di Salvini e della Lega sui propri ‘alleati’ del M5, il cui programma è più difficilmente realizzabile. In questa alleanza tra due cose incompatibili, il Movimento 5 Stelle ha come handicap quello della debolezza del suo personale politico, mentre la Lega beneficia di truppe sperimentate che hanno fatto le loro prove a livello locale nei comuni del Nord Italia. Al vertice, il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, il ministro dello Sviluppo economico impercettibile di fronte ad un Matteo Salvini onnipresente. Per l’Europa, assomiglia ad una castrofe annunciata. Un segnale che non inganna: da due mesi l’esodo degli investitori esteri dal mercato dei titoli di Stato italiani accelera. Questo processo, che coincide con la formazione del Governo, dovrebbe bastare a preoccupare tutte le capitali europee”.

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