Riparte l’attività parlamentare nel segno del governo giallo-verde

Riparte l’attività parlamentare nel segno del governo giallo-verde. La prima scadenza in agenda è il decreto Milleproroghe, approvato in prima lettura al Senato. Domani iniziera’ l’iter nelle commissioni riunite Bilancio e Affari costituzionali della Camera con un ciclo di audizioni: saranno ascoltati oltre agli ordini professionali e ai rappresentanti del settore sanitario, anche Anci e Upi. Si prevedono tempi stretti per l’esame a Montecitorio: il provvedimento e’ già calendarizzato per l’Aula l’11 settembre. Il decreto contiene, tra l’altro, lo stop definitivo ai mercati energetici di maggior tutela (luce e gas) rinviato dal 2019 al 2020, la contestata norma che proroga di un anno l’obbligo dei vaccini per l’iscrizione a materne e nidi su cui le opposizioni hanno annunciato barricate, nonchè proroghe riguardanti le banche di credito cooperativo.

Domani pomeriggio in Aula alla Camera sono previste le comunicazioni del governo sul crollo del ponte di Genova: dopo aver riferito nelle commissioni riunite Ambiente di Camera e Senato la scorsa settimana, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, riferirà all’Assemblea. Tra i dossier ‘caldi’ che attendono il Parlamento alla ripresa autunnale anche la proposta di legge per il taglio delle pensioni d’oro fortemente voluta dal ministro e vicepremier Luigi Di Maio ma che sarà di iniziativa parlamentare: i capigruppo M5s e Lega hanno infatti presentato il testo alla Camera lo scorso 6 agosto. La proposta, che prevede un ricalcolo contributivo per chi percepisce una pensione superiore a 4 mila euro non è ancora stata calendarizzata in commissione ma già si preannuncia un acceso confronto politico. Nei giorni scorsi il leghista Alberto Brambilla, ex sottosegretario al Lavoro, ha espresso la sua contrarietà a un taglio secco delle pensioni al di sopra degli 80mila euro lordi (circa 4mila netti), preferendo invece un contributo di solidarietà di tre anni da parte dei pensionati di quella fascia di reddito.

E ancora, tra i provvedimenti annunciati dall’esecutivo, la nuova stretta sui ‘furbetti del cartellino’. Dopo la pausa estiva dovrebbe vedere la luce il disegno di legge ‘Concretezza’ del ministro della P.a, Giulia Bongiorno, con la riforma della dirigenza, la lotta all’assenteismo (dalle impronte digitali alla lettura dell’iride e ad altri sistemi di controllo) e misure di semplificazione burocratica. Il provvedimento e’ parte integrante del piano annunciato da Bongiorno che prevede l’anticipazione al 2019 delle assunzioni di 450 mila statali. Attesa anche la controriforma del codice degli appalti per il rilancio del settore. Ma il vero banco di prova per il governo M5s-Lega sarà la legge di bilancio. Il cantiere manovra entrerà nel vivo già da questa settimana. Entro il 27 settembre l’esecutivo dovra’ presentare la Nota di aggiornamento al Def con il quadro programmatico di finanza pubblica, passaggio propedeutico alla legge di bilancio che sara’ trasmessa alle Camere entro il 20 ottobre. L’aggiornamento del Def quest’anno sara’ cruciale visto che il Documento di economia e finanza lasciato in eredità dal governo Gentiloni si è limitato a una fotografia della situazione esistente senza gli interventi programmatici. Sullo sfondo i rischi di rallentamento del Pil che renderanno piu’ difficile la definizione delle misure per realizzare gli obiettivi di bilancio e la caccia alle coperture necessarie, a partire dai 12,4 miliardi per evitare lo scatto delle clausole di salvaguardia legate all’aumento dell’Iva. Ed e’ in manovra che dovrebbero essere avviate le misure forti del governo giallo-verde: flat tax e reddito di cittadinanza.

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